Gradara

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Oggi vi porto a Gradara, in provincia di Pesaro, vicino a Urbino e a pochi Km da Rimini. Nel borgo, solo 90 abitanti. Il nome deriva dal latino Cretaria, cioè “creta”, componente della formazione geologica del territorio. Ma circola anche l’ipotesi di “grata aria” per sottolineare le fresche brezze che soffiano sul colle che ospita Gradara. Il borgo, il 2 aprile di quest’anno è stato proclamato vincitore della rassegna “Borgo dei Borghi”.I cenni di storia sono interessanti: Papa Bonifacio VIII concesse a Malatesta di Verucchio il vicariato di Gradara in feudo perpetuo. Nel 1283. Due secoli dopo Federico da Montefeltro, nemico storico di Malatesti, al comando dell’esercito pontificio conquista Gradara. Dal 1510 al 1631 i Duchi Della Rovere, Signori di Pesaro e Urbino, trasmettono il feudo alle loro mogli, Elisabetta Gonzaga e Vittoria Farnese. Gradara è il simbolo della passione infelice di due famosi amanti, Paolo e Francesca, che ispirarono Dante, Boccaccio, D’Annunzio e molti altri. Oggi potete visitare l’immenso Castello , con il suo mastio, ovvero un’altissima torre. All’interno meravigliosi affreschi e la pala di terracotta rappresentano La Madonna con il Bambino.Tra i vari eventi, il borgo propone nella prima settimana di agosto “L’assedio al castello”, un evento pirotecnico e musicale. Durante tutta l’estate numerosi concerti di musica contemporanea, jazz e lirica. Suggestivo l’appuntamento per la “Seduzione al Castello”, con evocazione dell’amore in costume medievale, tra danza, cibi prelibati e sensualità.Ci meritiamo come sempre qualche piacere gastronomico. Piadine, cassoni farciti con salsiccia o con erbe spontanee, che troverete sulle bancarelle dei mercati. Il piatto tipico è il “bigol”, spaghettoni di acqua e farina fatti a mano dalle massaie conditi con sugo di funghi porcini oppure con sugo di carne. La bevanda preferita è il “Gemischt”, un misto di vino locale, di solito sangiovese, e gassosa.

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