Furore

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Eccoci oggi in Campania, a Furore, un borgo dal nome quantomeno eccitante, tra Amalfi e Positano, a 35 km da Napoli. Non è semplice arrivarci, ma ne vale la pena. La strada che porta a Furore è molto stretta e piena di curve, vi consiglio il bus della linea Amalfi-Agerola, poi bisogna cambiare e prendere un altro bus per Positano-Sorrento. 700 abitanti o poco più, 600 metri sul livello del mare. “Terra Furoris” cioè Terra del Furore, è l’antico nome del borgo. Perché? L’origine è attribuita alla furia delle acque del mare all’interno del fiordo. Pillole storiche… i romani fuggiaschi inseguiti dai barbari, si rifugiarono su queste montagne. Nel medioevo Furore fa parte della Repubblica di Amalfi. Nel 1348 si rifugiarono qui alcuni “Sacconi”, gli eretici di Meco del Sacco da Ascoli Piceno, accusati dall’Inquisizione di praticare il libero amore. Arriviamo a tempi recenti e ricordiamo che Furore accolse la celebre storia d’amore tra Roberto Rossellini e Anna Magnani. Nel 1997, insieme con tutta la Costa d’Amalfi, entra a far parte del Patrimonio Mondiale Unesco. Fermiamoci per il consueto godimento gastronomico. Piatti tipici : totani e patate, il Migliaccio, una sorta di polenta cotta al forno, la caponata, il pomodorino al filo, detto “piennolo”. Cosa vedere? i due mulini, le due fabbriche di carta, esempi di archeologia industriale che utilizzavano la forza motrice dell’acqua. Il ponte sospeso, alto 30 metri , che ospita ogni anno una tappa del campionato mondiale di tuffi. Le 4 chiese di San Giacomo, Sant’Elia, San Michele e Santa Maria. L’incantevole spiaggia del Fiordo di Furore, molto piccola, immersa nel silenzio, raggiungibile solo a piedi. Curiosità interessanti… il fiordo fu molto amato da Federico Fellini, le strade hanno i nomi delle famiglie più importanti: “Li summonti”, “Le porpore”, “Li cuomi” e “Li candidi”. Secondo una leggenda locale, il diavolo si recò a Furore, ma gli abitanti non gradirono la sua incursione. E allora il demonio, andando via, pensò di lasciare un “ricordino” nei pressi di Agerola , ma per errore si pulì con una terrible ortica e scappò via urlando e bestemmiando.

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