La Cgia di Mestre: “A rischio 17mila posti di lavoro per le tasse sulle slot”

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Affrontare la ludopatia è una delle priorità delle amministrazioni pubbliche, dallo Stato centrale fino a Regioni e Comuni. Nel 2017 era presente una postazione di gioco, una slot machine o un videopoker, ogni 143 abitanti, un record a livello europeo. Ma sono presenti anche 57 mila posti di lavoro compresi nel settore propriamente detto e l’indotto. E le restrizioni metterebbero a rischio il destino di 17mila occupati. Lo afferma uno studio pubblicato dalla Cgia di Mestre e dall’associazione dei gestori di sale slot Astro.

Le ultime misure fiscali entrate in vigore il 1 maggio hanno innalzato il prelievo fiscale sulle slot al 19,6% e sulle videolottery al 6,65%. E anche nei prossimi anni sono previsti ritocchi successivi fino al 2023. Queste misure dovrebbero portare, secondo le stime governative a 250 milioni di introiti in più. Ma nello studio si obietta che invece il gettito calerebbe di un milione per le restrizioni nel loro complesso gli italiani dovrebbero pagare 234 euro di tasse in più a famiglia. Gli incassi derivanti dalle macchine da gioco sono 6,1 miliardi, la cifra necessaria per il reddito e la pensione di cittadinanza. Anche la riduzione della vincite dei giocatori, con gli effetti che andrebbero a regime soltanto dopo molti mesi e metterebbe in pericolo molte aziende nel comparto.

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