Brisighella

Share

Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Siamo in Emilia Romagna in provincia di Ravenna. Nel borgo, antico, medievale e termale, di Brisighella ci sono solo 350 abitanti. Spiccata vocazione all’ospitalità , con la certificazione del Touring Club Italiano, con la “Bandiera Arancione”. E’ considerata anche la città dell’olio e del vino. Discussioni varie sull’origine del nome : celtico longobarda, brix (luogo scosceso); oppure il tardo latino brisca (terra spugnosa) o anche da brassica (cavolo), una pianta spontanea diffusa in zona. Qualche cenno storico: nel 1503 Brisighella cade sotto il potere dei veneziani , che rinforzano la rocca con un torrione e una imponente guarnigione. Nel 1509 le truppe del papa saccheggiano il territorio, il borgo rimane sotto il potere dello stato pontificio fino al 1860. Un importante sviluppo economico fu dovuto alla produzione di sete pregiate, carbone di legna, castagne, manufatti di lama e olio d’oliva. Nella Seconda Guerra Mondiale il borgo è teatro di violenti scontri tra i partigiani e i nazifascisti fino allo sfondamento delle forze alleate. Il borgo è attualmente un dedalo di viuzze acciottolate, tratti di cinta muraria, scale scolpite nel gesso. Interessante l’antica via del borgo meglio nota come “Via degli Asini”, per il ricovero che offriva agli animali dei birocciai. Nei pressi di Brisighella potrete divertirvi con passeggiate a cavallo, mountain bike, o scegliere i bagni termali che utilizzano acque sulfuree e salsobromoiodiche. Nel borgo durante l’anno si svolgono numerose feste e sagre.  E la consueta sosta gastronomica? Assaggerete il formaggio stagionato, la carne di Mora romagnola e il carciofo Moretto. Il piatto forte è la “spoja lorda”, una minestra imbottita con pasta fresca all’uovo e riempita con ricotta, parmigiano, uova, noce moscata e infine cotta nel brodo di manzo e gallina.

Share
Share