Borgio Verezzi

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

A poco più di 20 km da Savona, tra Finale Ligure e Pietra Ligure, troviamo questo borgo situato a 200 metri sul livello del mare. Al medioevo risale l’insediamento dei monaci benedettini, poi il Papa Urbano VI consegnò il borgo alla Repubblica di Genova. Nel 1500 furono edificati una torre e un forte, per opporsi ai frequenti assalti dei pirati e tuttavia una leggenda narra che furono proprio i pirati Saraceni a fondare Verezzi, innamorati della belleza del luogo. Divisi a lungo dopo l’occupazione napoleonica, Borgio e Verezzi si riunirono nel 1933 in un unico comune.Ecco come sempre qualche segnalazione dedicata ai buongustai: lumache alla verezzina, cioè in umido, preparate con una lunga procedura. Sono molto gustose, al punto che il 13 e il 14 agosto a questa tradizione è dedicata la Sagra Della Lumaca. I vini locali degni di nota sono la Lumassina, il Nostralino e , più raro, il Barbarossa. Dagli uliveti un buon olio extra-vergine. Vi consiglio di visitare il Mulino Fenicio, caratterizzato dalla presenza di pale interne, mosse dal vento. Degna di nota anche la Campana della Mamma, collocata tra la chiesa di San Martino Vescovo e il Santuario di Maria Regina, suona ogni sera alle 19 in ricordo delle madri scomparse.La vista migliore su tutto il golfo della riviera di ponente si gode da piazza di Sant’Agostino. Infine le grotte turistiche più colorate d’Italia: scoperte nel 1933 tra mille sfumature di giallo, bianco e rosso. Imperdibili le passeggiate sui vari sentieri in collina e lungo le mulattiere, chiamate Creuze, con acciottolati e gradini in pietra. Tutto l’anno è aperto il cinemateatro intitolato Vittorio Gassman, il grande attore che partecipò alle tradizionali rassegne teatrali che si tengono dal 10 luglio al 10 agosto; altre memorabili presenze quelle di Giorgio Albertazzi, Mariangela Melato e Monica Guerritore. E come disse il grande poeta Camillo Sbarbaro: “la vista che si schiude è bella come una pala d’altare, un quadro che ti si forma davanti agli occhi e ti strappa un grido di meraviglia”.

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