Bobbio

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Oggi vi porto in Emilia-Romagna, in val Trebbia, in provincia di Piacenza. Qui andiamo alla scoperta di Bobbio, Bobi in dialetto bobbiese, Beubbi in ligure, Bobium in latino. Come arrivarci? In auto, lungo la strada statale 45 che collega Piacenza a Genova. Non ci sono collegamenti diretti con le autostrade, il casello più vicino è Piacenza-sud tra la A1 e A21: è l’uscita consigliata. Se preferite il treno, la stazione di Piacenza è la fermata più vicina, poi vi arrangerete con le autolinee. Come sempre, qualche cenno di storia: Bobbio fu conquistata da Roma nel 14 a.C. Negli anni Bobbio diventò un apprezzato luogo monastico nonché un importante centro culturale. Interessante la stagione del dominio di Carlo Magno, con privilegi accordati al monastero e incentivi per iniziative religiose e culturali. Nel 1230 Piacenza occupò Bobbio, con un dominio che proseguì fino alla conquista viscontea di tutta l’area lombarda. Bobbio fu aggregata a Voghera ed entrò nell’ambito dell’influenza pavese e successivamente cadde in mano dei Savoia. Con la creazione del regno d’Italia fu incorporata nella provincia di Piacenza. Ed eccomi ai consigli per la consueta sosta gastronomica. Ci sono piatti piacentini che si tramandano: in primo luogo i maccheroni ma sono gustosi anche i malfatti, cioè gnocchetti con ripieno di ricotta e bietole, cotti al forno. Le lumache in umido oppure lessate, tipiche della vigilia di natale. E ancora gli anolini, costine di agnello cotte nel brodo. Quanto ai dolci i canestrelli e la torta di mandorle.  Cosa visitare? Per arrivare nel centro cittadino, dovrete oltrepassare la prima famosa attrazione di Bobbio, il lungo ponte del diavolo, che attraversa il fiume trebbia. Di origine romana, con undici lunghe arcate irregolari. Si chiama così perché secondo la leggenda fu proprio il diavolo a costruire il ponte per spaventare i monaci e impedire loro di attraversare il fiume. E ancora una sosta al monastero di San Colombano, agli stabilimenti termali, al duomo e al castello Malaspina che risale al Trecento, roccaforte dei guelfi durante le lotte con i ghibellini di Piacenza. Tra le manifestazioni e gli eventi, l’appuntamento più importante è con il Bobbio film festival, diretto da Marco Bellocchio, che qui ha girato il suo primo film di successo “I pugni in tasca”.

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