Usa, Biden messo alle strette sulla questione razziale

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Tutti contro Joe Biden: è finito così, il secondo dibattito tra i candidati democratici a Miami. E a mettere all’angolo l’ex vice presidente di Barack Obama – che i sondaggi danno per il momento come l’indiscusso numero uno della corsa – è stata la senatrice Kamala Harris, che lo ha incalzato sulla questione razziale. La 54enne, afroamericana, ha contestato a Biden l’appoggio che diede, tra la fine degli anni Settanta ed Ottanta, ad un progetto di legge (poi fallito), per non usare i fondi federali e sostenere l’integrazione delle scuole trasportando con gli autobus gli studenti da un quartiere all’altro.

«C’era una bambina in California che frequentava la seconda e veniva portata ad una scuola integrata ogni giorno in autobus, quella bambina ero io», ha detto Harris, figlia di una dottoressa indiana ed un professore immigrato dalla Giamaica. Biden, visibilmente colpito da questa linea di attacco, ha cercato di difendersi affermando che quello era «un modo distorto» di presentare la sua posizione, dal momento che lui riteneva solo che i fondi per questi progetti non dovessero finanziati a livello federale ma locale.

Harris non ha però mollato ed è tornata all’attacco, ricordando che in un libro del 2007 Biden ha parlato in termini positivi di James Eastland, suprematista bianco, e di un altro senatore segregazionista: Herman Talmadge. «Io non credo che lei sia un razzista, personalmente però non è stato bello sentirla parlare in quel modo di due senatori che hanno costruito la loro reputazione e le loro carriere sulla segregazione delle razze in questo Paese». Anche qui Biden, ancora più scosso, ha reagito parlando di una forzatura: «io non ho lodato un razzista, questo non è vero».

Harris ha guidato l’attacco ma non è stata l’unica ad attaccare l’ex vicepresidente. Bernie Sanders – il senatore leader della sinistra dem che sta tentando una replica dell’exploit che nel 2016 insidiò Hillary Clinton – ha ricordato che ai tempi dell’invasione dell’Iraq decisa da George Bush, lui votò contro la guerra («guidando l’opposizione a un conflitto che si rivelò un totale disastro») al contrario di quanto fece Biden.

Ma forse il candidato che ha toccato il tasto più dolente è stato Eric Swalwell, che ha palato dell’età: il deputato californiano, che ha 36 anni, ha esortato il collega 76nne a «passare la torcia» a una nuova generazione di leader. Per il momento, però, l’alternativa a Biden è un altro ultra settantenne, Bernie Sanders. Tra i più giovani, è il sindaco, dichiaratamente gay e reduce delle guerre di Bush, Pete Buttigieg l’unico che nella cinquina dei favoriti. E ieri sera ha confermato la sua grande capacità comunicativa nell’affrontare le diverse questioni chiave, dalla violenza all’immigrazione. E su questo punto ha accusato la destra cristiana – con cui in questi mesi ha più volte duellato difendendo il suo essere gay e cristiano – di ipocrisia: «è assurdo pretendere che Dio sorrida alla separazione delle famiglie per mano degli agenti federali».

Francesco Semprini, La Stampa

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