Stretta di Whatsapp sui messaggi automatizzati: da dicembre a rischio stop anche le newsletter dagli editori

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Cresce l’uso di Whatsapp come mezzo per informarsi. A certificarlo i dati dell’ultimo Digital News Report di Reuters secondo cui, tra l’altro, in Paesi come Brasile e Turchia è sempre più diffusa la tendenza a commentare le notizie in gruppi privati. Con il rischio di rendere più rapida la diffusione delle fake news.

Per limitare il proliferare della disinformazione WhatsApp dai mesi sorsi ha vietato l’invio di messaggi di massa, e ora – sempre in linea con i suoi propositi di bloccare “i messaggi automatici, gli invii di massa e l’utilizzo non personale” sulla piattaforma – ha annunciato un’ulteriore stretta dal 7 dicembre.
Che potrebbe impedire  agli editori di inviare newsletter tramite il servizio di messaggistica di Facebook, uso che fino ad ora, ha rilevato NiemanLab, è sempre stata “un’area grigia”.

Il cambiamento si applicherà a livello globale, ma tra i più attenti alla questione, segnala il sito, c’è l’editoria tedesca. Caso interessante, in particolare, è quello del inFranken.de, giornale locale tedesco che invia newsletter via Whatsapp dal 2014. E il servizio, che prevede dai 3 ai 5 invii quotidiani, ha funzionato così bene che da gennaio 2018 ha rimpiazzato completamente l’uso delle mail.

Ad oggi il totale degli iscritti al servizio è di 12.500 abbonati registrati – il doppio degli iscritti al servizio mail -, con un’età media più bassa e molti lettori under 20.

“Il riscontro che abbiamo ricevuto è che le persone amano ricevere le notizie ‘inviate’, senza doverle cercare attivamente o installare un’app”, ha commentato Lena Stich, editor della testata tedesca.
L’idea ha riscosso così largo successo da destare interesse di altre testate da spingere inFranken.de a organizzare una piccola conferenza nel 2015, per condividere suggerimenti e consigli.

Primaonline.it

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