Abruzzo, un bagnino sedicenne salva in mare un padre e tre figli

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(di Tiziano Rapanà) Vi riparlo dell’Abruzzo. Purtroppo non ho nuove notizie sulla chiusura, delle terme,  che ha aggredito l’economia di Caramanico. Ne ho già parlato giorni addietro, non mi dilungo. Spero solo che la regione si muova a più presto per far ripartire il tutto. Purtroppo c’è il rischio reale che la macchina produttiva quest’anno non possa ripartire, mettendo in guai seri i 190 dipendenti dello stabilimento termale e i tantissimi lavoratori dell’indotto. Spero che il mio sia solo un eccessivo moto di pessimismo e che tutto, dunque, si risolva al più presto. Anche se c’è poco da essere ottimisti: la stagione è iniziata a maggio e oggi, a giugno inoltrato, le terme sono ancora chiuse. Ripeto, non aggiungo altro e vi informerò sulle (spero buone) notizie riguardo Caramanico. Eppoi oggi ho scelto di parlarvi nuovamente della splendida Abruzzo, non per rendicontarvi sullo stato di angoscia di una magnifica comunità che riuscirà  – spero presto – ad innalzare il vessillo della vittoria, quanto per raccontarvi una bella storia ambientata a Vasto.  Il protagonista è Emanuele Verardi, un giovanissimo bagnino (ha solo 16 anni), che ha salvato un padre e i suoi tre figli dalle insidie del mare. I quattro si erano avventurati in una zona troppo pericolosa e stavano rischiando di rimetterci le penne. La sorte ha voluto impedire l’arrivo della signora con la falce, favorendo l’ingresso in scena del superbo eroismo del bagnino. Emanuele ha così raccontato – al Messaggero – la sua prodezza: “Non riuscivamo a tornare indietro. Si trovavano tra la prima e la seconda secca. Lì l’acqua era altra, con i piedi non si toccava il fondo. Il padre, a un certo punto, è andato in difficoltà a causa delle correnti. Sono entrato subito in acqua e ho preso con me il bimbo che l’uomo aveva in braccio.  A quel punto, il papà è riuscito a riprendersi e a tornare a rive insieme agli altri due bambini”. Non so voi, ma io trovo meravigliosa quest’azione di coraggio intrapresa da questo onorevole figlio d’Abruzzo. Spero che il comune e le istituzioni locali diano al giovane un riconoscimento degno della sua azione eroica.

tiziano.rp@gmail.com

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