Terroni caput mundi / L’atto di nascita di Scorsese è nel comune di Polizzi Generosa

Share

Il grande regista cinematografico è orgoglioso delle sue origini palermitane

MARTIN SCORSESE, CITTADINO ITALIANO, DA POLIZZI GENEROSA
(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud) Ho celebrato Francis Coppola, regista di fama mondiale, super nostalgico delle sue origini meridionali. Oggi lasciamo spazio a un altro regista/protagonista del cinema americano, Martin Scorsese (Queens, New York, 17 novembre 1942). Ebbene, Martin Marcantonio Luciano Scorsese é addirittura, a tutti gli effetti, un cittadino italiano. L’atto di nascita è stato trascritto nel comune di Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, e lui è sempre stato molto orgoglioso delle proprie origini, facendone uno dei marchi inconfondibili del suo cinema.

IL NOME DI ORIGINE, SCOZZESE
Polizzi Generosa è il paese d’origine del nonno paterno Francesco Paolo Scozzese. Scorsese arrivò per la prima volta nel piccolo comune palermitano nel 1979, insieme con la compagna di allora, Isabella Rossellini. Stava cercando i suoi parenti, ma un dipendente comunale gli disse che erano tutti morti: “In verità le cose non stavano così, c’era solo stato un errore. Il cognome originariamente era Scozzese, poi in America è diventato Scorsese. Io stess osono suo cugino”, ha poi spiegato il sindaco Giuseppe Lo Verde (Martin aveva richiesto la cittadinanza italiana già nel 2005). L’augurio delprimo cittadino è che il famoso cineasta possa ritornare in Sicilia: “L’ultima volta che l’ho visto qui mi ha detto che voleva organizzare una manifestazione con la partecipazione di Giuseppe Tornatore, cui aveva consegnato l’Oscar nel 1990 per ‘Nuovo Cinema Paradiso’. Adesso vorrei tornasse a Polizzi per ricevere unriconoscimento alla carriera, magari proprio dalle mani di Tornatore” ha detto Lo Verde.

IL RAPPORTO CON TORNATORE
Martin Scorsese è nato da genitori diorigine italiana: i suoi nonni, sia materni che paterni, erano arrivati negli Stati Uniti dalla Sicilia. Il regista è cresciuto nel quartiere di”Little Italy”, in cui vivevano soprattutto famiglie italoamericane: questa comunità, il suo legame con l’Italia e le tradizioni che la caratterizzano sono raccontate in alcuni suoi film, come “Mean Streets” o il documentario”Italoamericani”.

IL DOCUMENTARIO SU BOB DYLAN
In questi giorni il nome di Scorsese è tornato in primo piano, nelle cronache italiane, perché all’Arena Puccini di Bologna c’è stata l’anteprima mondiale di ‘Rolling Thunder Revenue’ un documentario da lui dedicato a Bob Dylan :in particolare alla sua tournée del 1975 e 1976, cui parteciparono moltissimi altri musicisti dell’epoca. “Nel 1975, per Bob Dylan le cose iniziarono ad andare bene”, hanno scritto.

DYLAN, “ROMBO DI TUONO SHOW”
“La prima parte del suo show, che prendeva il nome di ‘Rolling Thunder Revue’ (si potrebbe tradurre liberamente in “Rombo di tuono show”) fu per lui uno dei migliori momenti mai trascorsi su un palcoscenico in una serie di concerti senza precedenti, uno spettacolo itinerante, folle e cosmico.”Abbandonando ilsuosolito formato in cui andava a ruota libera, e auto imponendosene uno più rigoroso, Dylan si esibì in alcune delle performance più dinamichee strabilianti della sua intera carriera, stimolato dagli arrangiamenti elettrizzanti di una band che gli stava dietro. Quei concerti ci lasciano un’immagine indelebile dell’artista Dylan: “un gitano dal volto bianco, con il cappello a tesa larga sormontato da fiori freschi, una sciarpa indiana al collo, il giletnero indossato su una maglietta psichedelica, che non ha paura di prendere rischi rinnovandosi e dando significato a ogni singola sillaba di ogni parola”. Dylan ha sempre affermato che!neiconcerti lesue canzonivivono e respirano. Il film è su Netflix e in alcune sale cinematografiche. Sarà replicato lunedì 17 in piazza Maggiore a Bologna.

INTANTO COPPOLA, A CASA SUA…
La casa editrice francese Short Edition specializzata in racconti brevi ha messo nelle stazioni della metro, dei treni, nei bar o nelle sale d’attesa i Short Story Dispenser, dei distributori automatici di storie. Per leggerne una basta premere uno dei tre pulsanti presenti sulla colonnina a seconda del tempoche siha adisposizione: cisono racconti da 1, 3 o 5 minuti che vengono stampati su carta ecologica in formato scontrino. Lunghezza massima del racconto un metro e venti. A rendere l’idea ancor più allettante il fatto che sia gratis. Spiega il regista Francis Ford Coppola (di origine meridionale, innamorato della sua terra e in particolare del sud – come ho scritto ieri), che li ha fatti installare nel suo caffè letterariodi San Francisco e nelle sue cantine di Napa Valley: «Adoro l’idea di un distributore automatico che non distribuisce patatine, birra, caffè o banconote, ma ti dà arte. Mi piace soprattuttoche non devi metterci soldi». A pagare per il servizio, costo del dispositivo e manutenzione, sono gli esercent ie le amministrazioni che decidono di installare i dispenser. La startup ha ricevuto investimenti per oltre 2 milioni di euro. Oggi conta 19 dipendenti, tra Grenoble e Parigi. Ha distribuito i racconti di 8.000 autori indipendenti attraverso 172 distributori. Gli ultimi sono stati installati a Londra.

OGGI A COSENZA, NEL QUOTIDIANO VI PARLERÒ DI ORIANA FALLACI
Mi sia consentito dedicare qualche riga a una manifestazione che mi riguarda. Il rilievo, più che alla mia modesta persona, spetta alla società editrice di questo giornale: nella sede principale del ‘Quotidiano del sud’, a rotazione, si svolgono alcune conferenze incentrate su grandi personaggi del mondo giornalistico. Oggi pomeriggio tocca a me, mi è stato chiesto di rievocare Oriana Fallaci. Spero di poter salutare (a Castrolibero, due passi da cosenza) alcuni vecchi amici che non vedo dall’adolescenza.

Share
Share