I segreti delle star / James Dean

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Il divo sensibile che si fingeva spaccone

Emblema della ribellione e dell’anticonformismo, James Dean, il protagonista di Gioventù bruciata aveva in realtà un animo tormentato, anche a causa di una omosessualità tenuta nascosta al grande pubblico.  Ma il suo unico, vero amore fu una donna italiana

(di Cesare Lanza per LaVerità) E chi l’avrebbe detto? Era un omosessuale succube, nella storia tormentatissima con Marlon Brando addirittura schiavizzato. Ebbe una relazione perfino con un sacerdote, ma anche una romanticissima e incompiuta storia d’amore con Anna Maria Pierangeli. La sua leggenda è legata al successo di tre soli film e alla morte che lo portò via giovanissimo, a soli 24 anni: a Cholame in California, il 30 settembre 1955 (era nato l’8 febbraio 1931 a Marion, in Indiana). L’omosessualità di James Dean è esplosa pubblicamente soprattutto dopo l’uscita di due libri che sono andati al di là del suo mito, indagando senza tanti scrupoli nella sua vita privata. Sono quello di Joe Hyams, dal titolo James Dean: Little Boy Lost, e quello di di Paul Alexander, Boulevard of Broken Dreams. Più affidabile è Hyams, che conobbe realmente Jimmy e forse ne fu lui stesso amante.  La sua tesi è la bisessualità: Jimmy sarebbe entrato nel letto di molti uomini con dissoluta nonchalance, solo per necessità economica o per fare carriera. E da anziano benpensante aggiunge: «Jimmy aveva sufficiente senso religioso per convincersi che ciò che stava facendo era sbagliato». Diversa invece la tesi di Paul Alexander. Secondo lui Jimmy era completamente omosessuale, ma il peso della cultura, della morale e della religione dell’ epoca lo tormentava a tal punto da renderlo depresso e nevrotico, dedito anche al gentil sesso nella ricerca di una identità eterosessuale più accettabile.  Nel 1949, a 18 anni, Dean a Los Angeles viveva col padre e frequentava l’università. Qui fu cacciato dal dormitorio della comunità di Sigma Nu perché considerato omosessuale. Andò allora a vivere con l’amico e amante Bill Bast. Ebbe poi una relazione sessuale che lo portò a diventare il protetto di Clifton Webb, attore cinematografico di fama mondiale, che all’ epoca aveva già cinquantotto anni. Secondo Alexander, Dean, dopo aver interpretato uno spot della Pepsi Cola, ebbe una liaison con Alfredo de La Vega, rampollo di una ricca famiglia californiana, e con un regista di film commerciali (di cui però non fa il nome). Sappiamo da Hyams che Jimmy per sopravvivere fu ingaggiato dalla rete televisiva Cbs come posteggiatore al parcheggio dei Vip. Il guardiano era l’attore disoccupato Ted Avery. Ted lo presentò a tutti i produttori e registi che arrivavano al parcheggio. Per l’ opportunista e ambizioso Dean fu come vincere un terno al lotto: fu abbordato dall’ omosessuale Roger Brackett, un pubblicitario e regista trentenne che lavorava per una grande agenzia di New York. Allora, come oggi, c’erano molti gay a Hollywood che occupavano importanti posizioni nell’ ambiente cinematografico. Uno dei capi era il celebre Henry Willson, agente di Rock Hudson e di tanti altri «belli» dello schermo accondiscendenti ai suoi voleri. Non a caso Brackett portò Jimmy come magnifico «trofeo» da Willson. Qui Dean conobbe anche il press agent Dick Clayton, intimo dei sex symbol dell’epoca Tab Hunter e George Nader, entrambi omosessuali, entrambi grandi amici di Rock Hudson.

Nel 1955 Rock Hudson (che cercava di sviare i sospetti sulla sua omosessualità) e James Dean si ritrovarono sul set de Il gigante, ma tra i due non ci furono rapporti facili. Furono giorni di riprese e di litigi nel caldo insopportabile del Texas finché, il 30 settembre, James Dean morì in un incidente stradale. Solo due notti prima, secondo i suoi implacabili biografi, Jimmy avrebbe fatto a pugni con un amante in un locale gay perché questi aveva alluso al fatto che l’attore si facesse fotografare in pubblico con attrici quali Ursula Andress o Terry Moore, per sviare i sospetti della stampa. Nell’estate del 1953, Dean incontrò per caso in un drugstore l’ex bambino prodigio Jonathan Gilmore. Fu Gilmore che per primo parlò pubblicamente delle tendenze omosessuali di Jimmy nel suo libro The Real James Dean. Nessuno gli credette e lo etichettarono come uno sporco profanatore di tombe. Sia Hyams che Alexander danno invece molto credito alle sue rivelazioni e ne riportano i punti salienti. Più giovane di qualche anno, Jonathan ebbe un rapporto intenso di ben tre mesi con Jimmy, molto di più di quanto la futura star hollywoodiana non concesse mai a qualsiasi donna. Sempre attraverso la biografia scritta da Paul Alexander: durante le riprese di Gioventù bruciata, James Dean condivise l’appartamento nel West Hollywood, nota area della colonia gay locale, con l’aspirante attore Jack Simmons. Erano inseparabili. Simmons lo guidò tra i locali gay della città, dove potevano circolare anche i travestiti. La storia più nota è quella con Marlon Brando. Marlon obbligava Dean a lunghe sessioni di sesso violento, lo bruciava con le sigarette e lo costringeva a guardarlo mentre faceva sesso con estranei. Brando non ricambiò mai l’ amore di Dean, un «cucciolo di cane» che rimaneva ore e ore fuori dall’appartamento dell’ amante, al freddo, sperando disperatamente di essere invitato a entrare. Marlon amava solo sé stesso, James ammise di esserne dominato; «Mi comandava sempre mentre facevamo l’amore». Hyams racconta che nel 1948 il giovane James Byron Dean era un idolo sportivo del suo liceo e scoprì di avere un effettivo talento per la recitazione, che lo fece diventare presidente della compagnia teatrale scolastica. All’ epoca Jimmy iniziò a considerare il sacerdote De Weerd l’unico che capisse i suoi tormenti esistenziali. A lui confidò: «Sono un essere malvagio, altrimenti mia madre non sarebbe morta e mio padre non m’ avrebbe abbandonato». Durante la seconda guerra mondiale De Weerd era stato cappellano militare e dal fronte tornò con una medaglia al valore e con il petto pieno di cicatrici. Per Jimmy rappresentava tutto ciò che lui avrebbe voluto essere. De Weerd, non ancora quarantenne, era robusto e bello, con una risata allegra, occhi blu. La sua conversazione era brillante e ricca di consigli morali. I due cenavano al lume di candela con tovaglia di lino bianco e posate d’argento, ascoltando musica e parlando di poeti o filosofi. Un’atmosfera così elegante Jimmy non l’aveva mai vista se non nei film. Adottò il reverendo come figura paterna, iniziò ad amare le corride guardando i filmati che il pastore aveva girato durante i suoi viaggi in Messico. Spesso facevano lunghe corse per la regione con una decappottabile. Durante una di queste gite De Weerd raccontò a Jimmy della sua ferita di guerra e gli chiese se gli sarebbe piaciuto toccarla. Il contatto ravvicinato turbò e spaventò il ragazzo. In seguito, secondo la testimonianza di Hyams, nacquero intimità sempre più personali finché ci fu un legame che a Jimmy fu imposto di non rivelare mai: il ragazzo era stato sedotto da un uomo di Chiesa, molti sarebbero rimasti inorriditi.

Oriana Fallaci scrisse: «Dean era la Sagan tradotta in americano, l’adolescente pazzo per noia romantica, più vicino all’europeissimo Truman Capote e a Oscar Wilde che ai personaggi contadineschi di Peyton Place o ai giovani pazzi ma paesani che si riscontrano nei romanzi americani”. E Ronald Reagan: «Quando lavoravo con lui in Tv, l’ho trovato un giovane attore intelligente che sembrava vivere solo per il suo lavoro. Era timido, ma poteva tenere una buona conversazione su molti argomenti di ampio respiro». Illuminante ciò che Jimmy disse di sé: «Essere un attore è la cosa più solitaria del mondo. Sei completamente da solo con la tua concentrazione e con la tua immaginazione, e quello è tutto ciò che hai… Credo ci sia una sola forma di grandezza per l’uomo. Se un uomo può colmare il vuoto tra la vita e la morte. Voglio dire, se riesce a vivere anche dopo che è morto, allora forse quello era un grand’uomo. Per me l’unico successo, l’unica grandezza, è l’immortalità». Era molto miope, non riusciva a leggere senza occhiali, Il suo libro preferito era Il piccolo principe. Soffriva tremendamente di insonnia. A volte Dean era anche spudorato, gli piacevano le provocazioni. Dichiarò che per evitare di essere reclutato per la guerra di Corea aveva baciato il medico di leva. Durante il film La valle dell’Eden gli fu imposto (da Kazan, il regista) di vivere assieme a Richard Davalos. Risultato? La tensione sessuale che i due trasmettevano era così incredibilmente vera che l’ultima scena del film fu tagliata perché giudicata troppo d’ umore omosessuale. Una notte il giovane musicista Leonard Rosenmann, compositore delle colonne sonore di ben due film con Dean, dopo alcuni drink s’ sibì in una fellatio con James, mentre questi guidava a tutta velocità la sua spider lungo Mulholland Drive. Sul set de La valle dell’Eden, giocò uno scherzo pesante al molto religioso Raymond Massey, impegnato nel ruolo di suo padre. Jimmy doveva declamargli la frase della Bibbia: «Dio è la mia guida, non andrò dove lo vieterà». Ma alla fine la trasformò in «Dio è la mia guida, non andrò a succhiar cazzi», causando un trambusto tale che le riprese furono interrotte per ore.

Nel 1954 interpretò il ragazzo arabo in L’immoraliste di André Gide, notato sia dal pubblico sia dalla critica: vinse il premio David Blum come miglior attore esordiente. Anche il regista Elia Kazan ne rimane colpito, tanto da scritturarlo per La valle dell’Eden del 1955. «Jimmy era l’ideale, provava un profondo rancore per tutti i padri. Era vendicativo, soffriva di un senso di solitudine e di persecuzione», ha detto il regista per spiegare la scelta. Il successo arriva immediatamente, Jimmy è uno dei pochi attori a ricevere una nomination all’ Oscar al suo primo film. Tre film di successo in un anno, milioni di giovani americani che si identificano in lui e nei suoi personaggi. Ma il 30 settembre 1955, verso le cinque del pomeriggio, sulla statale 446 per Salinas, una Plymouth nera gli taglia la strada mentre è a bordo della sua Porche Spyder. Dean morì a soli 24 anni in conseguenza dello scontro. È sepolto al Park Cemetery di Fairmount, in Indiana. L’unico vero amore della sua breve vita fu per la nostra attrice Anna Maria Pierangeli. Aveva deciso di sposarla, ma la madre di lei fece pressioni perché la loro relazione finisse, visto che Dean non era cattolico. Il giorno delle nozze della Pierangeli con Vic Damone, Jimmy rimase per tutta la durata della cerimonia in sella alla sua moto, davanti alla chiesa. Anna Maria morì suicida molti anni dopo e prima di togliersi la vita scrisse una lettera in cui dichiarò che James Dean era stato l’unico uomo da lei veramente amato.

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