Terroni caput mundi / Standing ovation per Pippo Baudo alla Rai

Share

Alla veneranda età di 83 anni festeggia i sei decenni di carriera

BUON COMPLEANNO PIPPO (83) “SONO SEMPRE DEMOCRISTIANO”
(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud) Alla Rai in viale Mazzini a Roma “Buon compleanno… Pippo”: presentazione ieri con il direttore di RaiUno Teresa De Santis e ovviamente Pippo (7 giugno 1936 Militello in val di Catania). Goffredo De Marchis ha scritto: «Sono 83 anni di vita e 60 di tv macinando pubblico, ospiti, programmi, successi e pochi fallimenti. Un rapporto con il pubblico unico, forse irripetibile. L’Italia gli è passata sotto gli occhi, generazioni di cittadini nelle cui case è entrato di sera, di mattina, di pomeriggio, di domenica. Sul fenomeno Baudo sono stati scritti almeno quattro libri, l’ultimo firmato da Paolo Conti si intitola ‘Ecco a voi’. «A chi vuoi più bene, a mamma o a papà? A Pippo Baudo», fu un’illuminante battuta degli “Squallor”, che descriveva il suo essere mainstream nel sentimento della gente. «Mi hanno raccontato che lo spunto era vero. Lo avevano sentito dire in una famiglia del Sud». Ride di nuovo. Ma qui finisce l’allegria. «Vedo l’Italia di oggi tristanzuola, malinconica. La gente rimane chiusa in casa e si avverte la paura del domani. Ed è un’Italia incattivita» […]. Lo sente ancora il suo amico De Mita? «Mi ha chiamato l’altro giorno – dice – Ho scritto il mio testamento politico. Bravo, rispondo. ‘Se hai carta e penna te lo detto’. Mi agito: per carità, non ho tempo. ‘Guarda – fa lui – è brevissimo. Due parole: sono democristiano. Avevo scritto: sono stato democristiano ma ho cancellato stato». È anche il suo testamento? «Come spirito sì. Democristiano nel senso migliore della parola. Sturziano. Penso alla Dc che accoglie la pancia del Paese e si spinge verso sinistra, verso le classi meno abbienti. Io voto Pd, questo è il sogno della mia vita. Lo stesso di Berlinguer e Moro che ci hanno rimesso la vita per inseguirlo. Purtroppo c’è sempre un don Rodrigo che dice: questo matrimonio non s’ha da fare» […]. Berlusconi ha la sua stessa età. «E una forza incredibile, nonostante gli acciacchi. Mi meraviglia ma lui è così. Una volta ad Arcore c’era Aznavour. Attacca ‘Douce France’, Berlusconi si avvicina, lo scansa e prende il microfono: ‘Questa la canto meglio io’”. E Aznavour? “Zitto. Da bravo armeno pensava al cachet» […]. Com’era la sua tv? «Varietà e sapienza». Per questo veniva considerato il più colto dei presentatori? «Non voglio fare classifiche, ma ho letto abbastanza. Per coscienza professionale. Veniva ospite Montanelli e conoscevo il suo ultimo libro meglio di ui. Nella mia ‘Domenica In’ non c’era la medietà, sono passati Bocca, Biagi, Umberto Eco. Io volevo che la cultura si vedesse e che la gente di me dicesse: però è preparato. A Militello, il mio paese, nel mese mariano venivano i predicator da Siena. Una volta arrivò Don Andrea, un pozzo di scienza. Le vecchiette non capivano una parola, ma erano affascinate dal suono. Quando la cultura è profonda suscita attrazione» […]. L’omaggio della Rai, gli ospiti che verranno. È bello essere ben voluti. «Sì ma per raccontare 60 anni di carriera ci sarebbero volute tre puntate, non solo una».

IL FESTIVAL DELL’EDITORIA LIBERA ALL’ORTO BOTANICO DI PALERMO
All’Orto botanico di Palermo ‘Una marina di libri’, il festival letterario e fiera dell’editoria indipendente. L’inaugurazione è dedicata a ‘Il porto dei diritti negati’, un incontro realizzato con L’Espresso con il direttore Marco Damilano e il vicedirettore Lirio Abbate, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’editore Ottavio Navarra e la scrittrice Evelina Santangelo. Grande attenzione all’attualità, dunque, come dimostra anche la lezione pubblica di Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa sospesa a Palermo a causa del progetto in cui i suoi alunni accostavano leggi razziali e decreto sicurezza: l’argomento di cui parlerà è l’importanza dello studio della storia oggi. […] Tra i protagonisti, Tommaso Pincio che parlerà di Primo Levi e fantascienza; Marco Steiner, collaboratore di Hugo Pratt, che illustrerà il mare di Herman Melville; Francesco Montanari che leggerà Pasolini. E ancora, Clara Usòn col suo ‘Assassino timido’, Helena Janeczek che racconta il Cibo, Niccolò Ammaniti che dialogherà con Francesca Manieri su isole e immaginari, Marco Malvaldi, Chiara Valerio, Attilio Bolzoni e Marco Bellocchio per parlare del suo ‘Il Traditore’, il film incentrato su Tommaso Buscetta.

Share
Share