Stretta Facebook, rimossi 2,2 mld profili falsi in 3 mesi

Share

Zuckerberg, ‘spendiamo in sicurezza più dei ricavi di Twitter’

Nel mirino dei governi di tutto il mondo Facebook si fa più aggressiva nel ‘pulire’ la sua piattaforma e liberarla dai contenuti non appropriati. Un’aggressività che emerge chiaramente dagli ultimi dati diffusi dal social network: nei primi tre mesi dell’anno sono stati rimossi 2,2 miliardi di account falsi. Un bilancio che sale a oltre 3 miliardi se si considera il periodo ottobre-marzo.

Si tratte di cifre elevate considerato che Facebook conta su 2,4 miliardi di amici. Ma – precisa la società – la maggior parte degli account è stata rimossa nei minuti successivi alla loro creazione e, quindi, non sono inclusi nei dati sugli utenti attivi mensili e quotidiani, parametro seguito da vicino dagli investitori. Si tratta quindi account che molto probabilmente pochissimi sono stati in grado di vedere e accedervi. Facebook constata comunque un forte aumento nella creazione di account falsi: la società stima che lo siano il 5% dei suoi 2,4 miliardi di utenti attivi mensili, ovvero circa 119 milioni. “Continueremo a trovare strade per bloccare i tentativi di violazione delle nostre politiche” assicura Facebook, che comunica di aver ricevuto da parte dei governi di tutto il mondo 110.634 richieste di dati di utenti, in aumento del 7%.

“L’ammontare del nostro budget destinato alla sicurezza è maggiore dei ricavi annuali di Twitter” dice l’amministratore delegato Mark Zuckerberg commentando la pubblicazione del Community Standard Enforcement Report e del Transparency Report, i rapporti che scattano la fotografia degli sforzi di Facebook contro i ‘falsi’ e quelli sulla trasparenza. Zuckerberg si sofferma inoltre sulla proposta avanzata da alcuni candidati democratici alla Casa Bianca di smembrare Facebook perché divenuta troppo forte, un monopolio. ”Noi esistiamo in un contesto molto competitivo” visto l’elevato numero di piattaforme social esistenti. ”Dovrebbero esserci delle regole perchè siamo arrivati a un punto in cui non ritengo dovrebbero essere le società a prendere tutte le decisioni. Il rimedio di smembrare un società non risolverebbe i problemi”.

ANSA

Share
Share