Cinque cose da non fare per pulire lo schermo dello smartphone

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Lo schermo del nostro smartphone è una delle cose che puliamo più spesso ogni giorno. Tra le impronte e gli aloni lasciati dalla nostra pelle e gli occasionali incidenti che rovesciano le sostanze più strane sul vetro frontale, ormai siamo degli esperti su come rimuovere le macchie. O forse no…
Ci sono dei comportamenti abituali che rischiano di compromettere lo schermo o di ottenere ottimi risultati al momento che non durano nel tempo. Vediamo insieme quali sono i 5 comportamenti più sbagliati quando si pulisce un dispositivo portatile.

1. La scelta più ovvia è il detergente per vetri…
Cosa c’è di più elementare dello scegliere un detergente per vetri? Lasciano lo schermo pulitissimo e sono veloci, ma questa efficacia deriva da un processo chimico troppo aggressivo. Molti smartphone moderni, soprattutto di fascia alta, hanno un rivestimento protettivo sullo schermo, detto oleofobico, che serve a ridurre la quantità e l’intensità di impronte e aloni che la nostra pelle lascia sul vetro. Se usiamo agenti chimici troppo aggressivi, questo rivestimento viene rimosso e l’estrema lucentezza che vediamo appena dopo la pulizia durerà molto poco.

2. Con l’alcol non va meglio
Alcuni prodotti detergenti per lenti e occhiali a base di alcol dichiarano di essere innocui per i rivestimenti, ma di solto si riferiscono a quelli antiriflesso delle lenti da vista. Apple raccomanda esplicitamente di non usare alcol o prodotti a base di alcol per pulire gli schermi degli iPhone e la prudenza consiglia di estendere la raccomandazione a tutti gli altri dispositivi mobili.

3. Teniamo lontani gli struccanti
Un problema relativamente comune con gli smartphone è che quando vengono appoggiati al viso possono macchiarsi di trucco. Considerato che si applicano sul viso, si potrebbe pensare che gli struccanti classici possano asportare lo sporco senza problemi, ma ancora una volta sembra che molti di quei prodotti contengano alcol, cloro, ammoniaca o fosfati che possono danneggiare rivestimento oleofobico e membrane protettive di altoparlanti e microfoni. Dato che il problema è piuttosto diffuso, alcune case di struccanti hanno iniziato a dichiarare se i loro prodotti sono adatti o meno all’uso sullo schermo. Purtroppo, l’indicazione si trova di solito nel foglietto interno alla scatola del prodotto e non sulle avvertenze esterne.

4. Niente aria compressa
Le bombolette che si usano per pulire le tastiere dei PC funzionano molto bene per soffiare via polvere e granelli di sabbia, ma sono troppo violente per gli smartphone. Con la loro irruenza, potrebbero devastare le membrane che proteggono i microfoni o spingere al loro interno, incastrandoli, dei granelli di sabbia.

5. Sapone per i piatti sì, ma…
Sorprendentemente, sembra che il sapone per i piatti sia un ottimo prodotto per la pulizia degli schermi, ma c’è un dettaglio da non sottovalutare. Il liquido, infatti, è estremamente concentrato e quindi bisogna usare dell’acqua per attivarlo e gestirlo in maniera sensata. Sebbene molti smartphone siano certificati per resistere a spruzzi e schizzi, spesso la loro garanzia non copre danni dall’acqua e questo ci lascia intendere che è bene usare grande cautela. Inoltre, mentre nei mesi passati era quasi scontato per i produttori rendere impermeabili gli smartphone top di gamma (quelli più economici non lo sono quasi mai), adesso la tendenza sembra invertirsi e anche alcuni prodotti molto costosi non sono più impermeabili.
In definitiva, il metodo migliore per pulire uno schermo resta ancora quello di un panno in microfibra appena inumidito. Attenzione, però: se sullo schermo c’è della sabbia è indispensabile ricorrere a un pennello prima di sfregare lo schermo con il panno, altrimenti si rischiano dei graffi anche su vetri molto resistenti.

Giancarlo Calzetta, Il Sole 24 Ore

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