Nasce in Italia una nuova professione, il «Travel Emotion Designer»

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Arriva il progettista dell’emozione di un viaggio, figura chiave nel mondo dei cosiddetti «viaggi esperienziali»

Per una volta sono arrivati prima gli italiani. Il marchio The Grand House, società romana impegnata nell’ospitalità extralusso, ha creato questa nuova figura professionale, il Travel Emotion Designer, ossia il progettista dell’emozione di un viaggio. Figura chiave nel mondo dei cosiddetti «viaggi esperienziali», si occupa di assemblare gli ingredienti che fanno di un viaggio un’esperienza esistenziale di intensità tale da risultare capace di riorientare una vita. «Ci siamo accorti», spiega il fondatore di The Grand House Massimo Micangeli, «che il trend internazionale nel settore ospitalità e turismo convergeva sulle “esperienze”, ossia percorsi legati soprattutto a ciò che il turista prova emotivamente viaggiando, persino a volte facendo passare in secondo piano il luogo in sé. Per questo abbiamo deciso di investire in una figura che costruisse un format in questo senso».

Micangeli, figlio del Presidente di Ciga Compagnia Italiana Grandi Alberghi, la grande catena di lusso del mondo, ci vede lungo: nel settore turistico del prossimo futuro, lo dice il professor Domenico De Masi nel suo studio «Turismo 2030», promosso dalla Commissione Turismo del M5S Camera, «Il viaggiatore cercherà esperienze di qualità e complessive in cui poter attivare emozioni positive, autonomia, sentimenti, gioia, ma anche l’utilizzo dei sensi e molta libertà».

Ciò che accadrà, insomma, sarà un passaggio dal marketing dei servizi a quello emozionale, puntando sulla costruzione di atmosfere, sulla testimonianza (con foto e video), sullo storytelling vivido dei luoghi. Insomma, il Travel Emotion Designer, o TED come si usa dire, lavorerà sui desideri e sulla suggestione.

Ed ecco, allora, il profilo professionale del Travel Emotion Designer: al primo posto creatività e cultura, ma è indispensabile anche una formazione più tecnica. «Si tratta di un professionista poliedrico», spiega Massimo Micangeli, «perché è importante che padroneggi nozioni di filosofia, psicologia, comunicazione, antropologia, copywriting, storytelling e team building. Deve essere un viaggiatore, oppure avere un’esperienza consistente nelle scienze turistiche. Noi abbiamo scelto Eugenia Romanelli, una scrittrice e giornalista, una professionista creativa con un curriculum decisamente anticonformista».

Vedremo il TED impegnato a scegliere guide, mentori e maestri di pensiero che accompagnino i turisti nei loro percorsi emotivi all’interno della città e dei luoghi, ma anche a studiare itinerari non convenzionali, anticonformisti, fuori dalla zona di comfort, pur trattandosi di viaggi di lusso. «Si tratta di lavorare sui percorsi ma anche sulle personalità a cui si affidano i turisti», continua Micangeli, «Il nostro TED ha scelto artisti, intellettuali, influencer, opinionisti, accademici, profili istrionici, coltissimi. E poi costruire il ricordo delle emozioni provate, attraverso i ritratti di fotografi particolarmente sensibili a maneggiare la materia della memoria».

Non esistono ancora scuole o corsi in Travel Emotion Design, anche se cominciano a sbocciare proposte formative affini. Come il Corso di Specializzazione per Travel Designer dell’Accademia Creativa del Turismo, o il Corso di Laurea in Progettazione e gestione del turismo culturale a Padova o il Corso di laurea in Scienze del Turismo all’Università Torvergata di Roma.

Barbara Boscardi, Vanity Fair

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