“Vuoi un lavoro? Fai l’autista”. L’azienda che cerca giovani ma non ne trova (anche per le tratte di Flixbus)

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Vogliono assumere ma fanno fatica a trovare dipendenti. Incredibile a dirsi, soprattutto se si pensa alla crisi occupazionale che attraversa il Paese, ma è quello che accade alla Bus Company di Saluzzo, azienda storica del trasporto pubblico locale e leader del settore a livello regionale, che da sei mesi è «sotto organico» di una decina di posti.

La società è nata nel novembre 2015 raccogliendo l’eredità dell’Ati Spa e della Seag Srl. Anima dell’impresa è la famiglia Galleano, da decenni nel settore, con il presidente Clemente Galleano, affiancato nella carica di amministratore delegato dal figlio Enrico. «In questi ultimi tre anni – spiega l’ad – c’è stata una crescita esponenziale dell’azienda. Bus Company trasporta oggi ogni anno 12 milioni di passeggeri garantendo i collegamenti all’interno della provincia di Cuneo e Torino, con collegamenti anche verso Asti. La flotta di Bus Company è costituita da 230 autobus, mentre gli autisti sono passati, in tre anni, da 290 a 395». L’ultima novità, dal 2016, è la collaborazione con FlixBus, operatore internazionale, che ha aperto ai Galleano un nuovo mercato «smart». Bus Company gestisce le linee Torino-Marsiglia, Torino- Zagabria, Cuneo-Venezia, Zagabria-Marsiglia, Roma-Parigi, Ginevra-Pula e Verona-Zagabria. Entro fine 2019 saranno attivate anche le tratte Losanna-Nizza e Torino-Francoforte, per complessivi 6 milioni di chilometri all’anno.

Proprio le esigenze di Flixbus hanno evidenziato la necessità di assumere nuovi autisti. «Per anni – dice Galleano – sono stato nella presidenza di Confindustria e ho sentito parlare di disoccupazione giovanile. È paradossale che oggi la nostra azienda si trovi a dover assumere senza trovare, sul territorio, quel personale di cui avrebbe necessità. Diventare autista internazionale significa essere a contatto con la gente, in modo professionale, spostarsi in Europa, poter contare su uno stipendio dai 2 ai 3 mila euro». Eppure a Saluzzo si trovano a dover gestire domande di lavoro in arrivo da altre regioni d’Italia, o addirittura dall’estero, per riuscire a coprire i posti di lavoro. «E più volte – prosegue l’ad – mi è capitato di fare gere colloqui di lavoro via Skype con autisti che risiedono a centinaia di chilometri da noi».

L’IDEA DELL’ACADEMY

Per incentivare i giovani del territorio a intraprendere la professione di autista, Galleano ha un’idea: creare una «School drive». «I nostri ragazzi –argomenta – terminano gli studi a 18 anni. La patente del bus si prende a 21. È logico, quindi, che in questi tre anni possano trovarsi un altro lavoro. Vogliamo avviare una serie di corsi per formare del personale giovane, contribuendo, eventualmente attingendo a bandi pubblici, al pagamento delle lezioni, che si aggirano sui 4-5 mila euro. La nostra intenzione è di avviare una fase esplorativa con il sindacato, valutare le esigenze aziendali di autisti sul medio periodo e, assieme a una scuola guida, attivare un’Academy. A noi gli autisti servono davvero!»

Quelli richiesti da Bus Company al momento non sono esclusivamente quelli per le tratte internazionali: c’è necessità anche su quelle locali. «Uno dei nostri slogan è “non è il pullman a fare l’autista, ma l’autista a fare il pullman” – conclude Enrico Galleano -. Da sempre poniamo attenzione alla professionalità del conducente. Non è un caso se, dopo l’acquisizione delle tratte di Flixbus ci siamo attrezzati per le sistemazioni del personale ai capolinea. L’autista è il biglietto da visita dell’azienda, quello che dialoga con i nostri utenti. Avere delle figure motivate e preparate è un valore aggiunto per noi».

Devis Rosso, La Stampa

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