Terroni caput mundi / Se il Grande Torino è nordista, la Juve è meridionale

Share

Anastasi, Furino, Cuccureddu, Causio: pilastri dei bianconeri negli anni Settanta

ANASTASI E LA MERIDIONALITÀ DELLA JUVENTUS
(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud) Un lettore juventino, Aldo Moccagatta di Novara, mi ha scritto per concordare sul disegno strategico della Juventus: acquistare campioni di origine meridionale, per incrementare il tifo per la Zebra daparte delledecine di migliaia dioperai cheerano emigrati dal sud a Torino, per trovare lavoro alla Fiat e in altre aziende piemontesi. Nella caccia ai talenti del sud, memorabile l’acquisto di Pietro (Pietruzzu) Anastasi, nel 1968. Lo straordinario centravanti era catanese e si era imposto nel Varese. Anastasi era stato promesso all’Inter, ma Gianni Agnelli vinse la sfida. “Il presidente del Varese, Giovanni Borghi, era il patron della Ignis, produceva l’articolo casalingo del momento, il frigorifero, e icompressori glieli forniva proprio la Fiat. L’offerta dell’Avvocato non si poteva proprio rifiutare. E il prezzo del calciatore, in parte, fu pure pagato con una contropartita in merce. Cosi Anastasi, tra fine anni Sessanta e inizio anni Settanta, divenne l’idolo del popolo degli emigranti del Sud: la sua foto in maglia bianconera entrò nelle case torinesi di periferia come in quelle siciliane. Idem per il sardo Cuccureddu, il palermitano Furino e il leccese Causio. Una significativa rappresentanza meridionale nei 5 scudetti juventini degli anni 70, che accrebbe la sempre maggiore simpatia dei tanti appassionati nel Mezzogiorno per la Juventus, “meridionali di Torino, quelli che costruivano le fortune economiche della famiglia Agnelli, trasmisero la juventinità ai parenti rimasti al Sud, sui quali fece facilmente presa tutto ciò che gravitava attorno al miraggio della ricchezza e del successo settentrionale.” Non solo: sul cosiddetto “blocco-Juve” fu costruita la Nazionale che giunse quarta ai Mondiali del 1978 e vinse quelli del 1982. Ben nove juventini scesero in campo in Argentina e sei furono titolari nella trionfale affermazione in Spagna.

UN CAFFÈ CON LA PICIERNO? 80 EURO
È nata il 10 maggio 1981,tra tre giorni compirá 38anni (auguri) ed è candidata per le prossime elezioni europee. È nata a Santa Maria Capua Vetere. Ha riferito Libero: “Un caffè con Pina Picierno? Costa 100 euro. Se invece vuoi andarci a cena devi pagarne 500. La politica costa e per finanziare la propria campagna elettorale per le Europee del 26 maggio la Picierno, candidata del Pd nella circoscrizione meridionale, ha pensato difinanziarla con un’iniziativa di raccolta fondi (crowfunding), di quelle comuni negli Usa, un po’ meno a queste latitudini. L’iniziativa è stata oggetto di commenti ironici, ma troppo spesso anche volgari sul web. La Picierno ha annunciato denunce”.

IL DOLORE DI RITA DALLA CHIESA
A S’è fatta notte, su Raiuno, Maurizio Costanzo ha intervistato Rita Dalla Chiesa a proposito di Mi salvo da sola, un libro in cui la popolare conduttrice racconta la sua vita con estrema spontaneità. Rita è nata il 31 agosto 1947 (71 anni) a Casoria, in provincia di Napoli. Ex moglie di Fabrizio Frizzi, figlia del generale Dalla Chiesa… “Sono come incapsulata nel silenzio di un urlo che dura ormai da tutta una vita. E senza che nessuno mi abbia detto niente, capisco da sola che hanno ucciso mio padre. Mentre io guardavo un film sdraiata sul divano del soggiorno, mio padre moriva”, ha detto di sé. Rita ha 34 anni quando suo padre viene assassinato dalla mafia. Mi salvo da sola inizia proprio dal racconto di quel dramma e del grande amore che la legava a lui.

Share
Share