Reddito di cittadinanza, su 60 mila card la spesa non è tracciabile

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A causa dei bassi importi erogati per il reddito di cittadinanza non sarà possibile tracciare i movimenti di oltre sessantamila card gialle. Si potrà infatti prelevare al bancomat l’intera somma accreditata sulle prepagate con un plafond di spesa compreso tra 40 e 100 euro: la legge prevede la possibilità di ritirare 100 euro in contanti ogni mese se si è single (per i nuclei più numerosi l’asticella sale invece a 210 euro). Oggi le card “invisibili” su cui è stata caricata una somma pari o inferiore a 100 euro sono in tutto 61.670, stando agli ultimi dati diramati dall’Inps.

Una volta prelevati, i soldi del sussidio spariranno dai radar dello Stato e a quel punto non sarà più possibile monitorare gli acquisti effettuati dai beneficiari del sostegno. Si riapre così la questione delle cosiddette spese immorali.

Al momento sono in fase di distribuzione negli uffici postali 490 mila card con una dotazione media di 520 euro. Nel complesso questo mese il reddito di cittadinanza costerà 250 milioni di euro: si stima che verranno prelevati almeno 50 milioni in contanti. Il 20 per cento delle risorse erogate perciò non sarà tracciabile. Di questo passo, alla fine dell’anno sarà sfuggita ai controlli una somma pari ad almeno 400 milioni di euro. Le card invisibili, nel frattempo, continueranno a crescere: l’Inps calcola che entro la fine di maggio vi saranno in circolazione 675.000 tessere (ammontano a 900 mila le domande per il sussidio atterrate finora sulla piattaforma dell’istituto di previdenza) di cui circa 80 mila avranno meno di 100 euro mensili a disposizione.

È stato posto un tetto ai prelievi proprio per tenere il più possibile sotto controllo le spese dei beneficiari del sostegno, affinché le risorse stanziate per la misura non venissero disperse. Gli acquisti tramite Pos nei supermercati e nei negozi abilitati verranno memorizzati in forma anonima e catalogati sulla base della tipologia di merce acquistata, anche al fine di misurare l’effettivo impatto sui consumi della misura chiave dei Cinquestelle. Nel paniere dei prodotti acquistabili rientrano al momento farmaci e altri beni di prima necessità. I soldi del sostegno non potranno essere utilizzati invece per partecipare a giochi che prevedono vincite in denaro. Considerato però che le spese in contanti non potranno essere tracciate, una parte delle risorse stanziate dal governo gialloverde finirà inevitabilmente con l’alimentare gli acquisti non idonei. Con le card del reddito di cittadinanza sarà anche possibile saldare le bollette della luce e del gas, oltre a pagare tramite bonifico l’affitto o la rata del mutuo della casa di abitazione. Ma l’impatto sulla crescita del reddito di cittadinanza si prospetta sempre più extra-light, come testimoniano anche i numeri sulla crescita contenuti del Documento di economia e finanza recentemente approvato dai gialloverdi. Le mancate adesioni indeboliscono notevolmente la misura pentastellata: il numero dei nuclei accolti viaggia verso quota 650 mila, la metà di quelli previsti in entrata. Le cifre esigue caricate sulle card (circa il 30 per cento delle tessere approvate fin qui dall’Inps ha un plafond di spesa inferiore a 300 euro) non aiutano. A questi due fattori ora si somma l’impossibilità di monitorare circa un quinto delle risorse che verranno erogate per il reddito di cittadinanza così da garantirne il corretto utilizzo. Il dibattito sulle spese immorali si era aperto lo scorso autunno, quando a ottobre l’attuale viceministra dell’Economia Laura Castelli annunciò il divieto (poi mai introdotto) di acquistare elettrodomestici con le card per il reddito di cittadinanza. Oggi gli unici paletti in vigore riguardano il gioco d’azzardo e gli acquisti online. Il via libera ai prelievi in contanti, seppure di entità modica, ha creato però una pericolosa falla nei controlli.

Francesco Bisozzi, Ilmessaggero.it

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