Hai un iPhone? Dovresti mandare solo iMessage. Ecco perché

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Questo e altri consigli per tutelare al massimo la nostra privacy quando siamo su iOS

Quando parliamo di iPhone, non facciamo riferimento a un semplice smartphone, ma a un dispositivo che ci accompagna dalla mattina alla sera. E al quale affidiamo una quantità impressionante di dati. Contatti, posizione in tempo reale, dati legati alle nostre carte di credito e molto altro ancora. Chi ci garantisce che siano al sicuro? Apple stessa, che ci ha raccontato come funziona il suo sistema per proteggere la nostra privacy.

Safari
Partiamo da qui, ovvero dalle ricerche che facciamo quotidianamente online.
Atterrati su ogni pagina, siamo bersagliati da circa 100 cookie che Safari è in grado di bloccare di default. Ma per far sì che il sistema di sicurezza dia il massimo, andate su impostazioni->Safari->Blocca tracciamento cross-sites. In questo modo ci assicureremo di aver bloccato il tracciamento da parte di siti terzi. Un secondo strumento per proteggerci al meglio è la smart bar (quella che trovate in alto) che consente di fare ricerche online senza digitare le chiavi di ricerca nei motori.

iMessage
Nel titolo vi abbiamo detto che se avete un iPhone dovreste scrivere solo a chi ha iOS come voi. È una provocazione, non vogliamo farvi litigare con i vostri amici che usano Android, ma ha un senso ben preciso. Gli iMessage infatti sono codificati da Apple in modo da essere visibili solo a chi li manda e chi li riceve. In pratica, vi state inviando un messaggio a cui nessun altro può accedere.

Mappe
Uno dei dubbi più frequenti che nascono dall’uso dello strumento di localizzazione è che potenzialmente stiamo dichiarando la nostra posizione in tempo reale a perfetti sconosciuti. E che grazie a questo sistema, Apple controlli costantemente i nostri movimenti. Questo però non può succedere, poiché mentre utilizziamo la app, non siamo loggati. Dunque in primo luogo non abbiamo dichiarato la nostra identità. Per garantirci una sicurezza ancora maggiore, Apple non registra i nostri viaggi e identifica la nostra posizione all’interno di un possibile raggio d’azione (che abbiamo in comune in quel momento con altri utenti) senza tenere conto dell’indirizzo preciso.

Apple Pay
Quando aggiungiamo la carta di credito su iPhone con Apple Wallet per usarla con Apple Pay, stiamo proteggendo i dati del documento. Per pagare infatti non dovremo comunicare le cifre presenti sulla carta, ma confermare il pagamento con Face ID o Touch ID. In pratica, a pagare, potremo essere soltanto noi.

Gaia Masiero, Vanity Fair

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