Bonus matrimoni: allo studio una detrazione fino a 4mila euro per gli under 35, ma solo per riti religiosi

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In Italia negli ultimi dieci anni sono crollati i matrimoni religiosi e la Lega corre ai ripari. Alla Camera, in commissione Finanze, è in partenza l’esame di un progetto di legge che introduce una detrazione fino a 4mila euro per giovani sposi under 35 a basso reddito. Attenzione però: la norma per come è attualmente scritta vale solo per i matrimoni religiosi. La proposta che sarà discussa a Montecitorio – e che susciterà più di una polemica per i paletti introdotti – se da una parte contribuirà a far emergere il “nero” che c’è dietro i fiori d’arancio, dall’altra escluderà dalla detrazione tutte le unioni civili celebrate in Italia. La proposta di legge incardinata alla Camera è stata presentata il 13 novembre 2018 dal leghista Domenico Furgiuele, imprenditore edile di Lamezia Terme, eletto nella circoscrizione Calabria. Un testo sottoscritto da altri 51 deputati. Il contenuto è racchiuso in quattro pagine e tre articoli.

In dieci anni crollo dei matrimoni religiosi: oltre 54mila in meno l’anno
Nella relazione che precede l’articolato Domenico Furgiuele specifica che, rispetto al 2006, quando erano stati celebrati 162.364 matrimoni religiosi – 54.968 al Nord, 29.078 al Centro e 78.588 al Sud e nelle isole – in dieci anni c’è stato un crollo che ha portato a 54.491 matrimoni religiosi in meno, pari a circa il 34 per cento. Nel 2016, infatti, sono stati celebrati 107.873 matrimoni religiosi, di cui 33.250 al Nord, 16.598 al Centro e 58.025 al Sud e nelle isole. Dai dati Istat si ricava che i matrimoni nel 2016 sono stati in totale 203.258, di cui 95.385 civili. In realtà in aumento rispetto ai 194.377 del 2015.

Sgravio fino a 4mila euro da dividere in 5 quote costanti
Il bonus matrimonio ha l’obiettivo, spiega la relazione che precede l’articolato, di « agevolare quelle giovani coppie che intendono celebrare il matrimonio religioso e che avranno la possibilità di usufruire della detrazione del 20 per cento delle spese connesse alla celebrazione del matrimonio religioso». Le spese detraibili legate alla celebrazione del matrimonio religioso sono stabilite nella cifra massima di 20mila euro. La quota massima detraibile per coppia sarà dunque pari al 20% di 20mila euro, quindi 4mila euro da dividere in cinque quote costanti in cinque anni.

Le spese agevolabili
Il testo segnala come agevolabili le spese per ornamenti in Chiesa, tra cui i fiori decorativi, la passatoia e i libretti, gli abiti per gli sposi, il servizio di ristorazione, le bomboniere. Ma ci sono anche il servizio di coiffeur e di make-up e il servizio del wedding reporter. Le spese devono state essere sostenute in Italia e i beneficiari del bonus devono essere in possesso della cittadinanza italiana da almeno dieci anni.

A chi spetta
La detrazione spetta a giovani coppie under 35 anni con un Isee riferito al reddito dichiarato al 31 dicembre 2018 non superiore a 23mila euro. Viene specificato che si intende 11.500 euro a persona.

Spese pagate solo con bonifico o carta di debito o credito
Il progetto di legge specifica che la detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello redditi persone fisiche). I pagamenti delle spese vanno effettuate solo con bonifico o con carta di debito o credito. Non è consentito pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Se il pagamento è disposto tramite bonifico non è necessario utilizzare quello appositamente predisposto dalle banche e dalla società Poste Italiane apa.

La documentazione da conservare
I documenti da conservare per usufruire del bonus matrimonio sono la ricevuta del bonifico, la ricevuta di avvenuta transazione per quanto riguarda i pagamenti con carta di credito o di debito, la documentazione di addebito sul conto corrente e tutte le fatture di acquisto, riportanti la natura, la quantità e qualità dei beni e dei servizi acquistati.

Copertura finanziaria
Il progetto di legge prevede una copertura finanziaria per il bonus matrimonio, calcolata sui dati Istat dei matrimoni celebrati nel 2016. La spesa prevista è di circa 431.492.000 euro, cioè 86.298.400 euro per cinque rate. «La spesa potrà essere però più bassa – avverte la relazione – considerati il calo dei matrimoni nel nostro Paese e i requisiti richiesti per usufruire del bonus». Ma il calcolo effettuato esclude tutti i riti civili.

Nicoletta Cottone, Il Sole 24 Ore

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