Scontro M5s-Lega: per votare entro giugno le Camere vanno sciolte per fine aprile

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Dopo i casi Siri e Raggi, la tensione tra M5S e Lega non accenna a diminuire. Tanto che in più di un retroscena si è parlato di crisi di governo. Tuttavia, l’ipotesi che lo scontro porti ad elezioni anticipate prima della pausa estiva sono ridotte al lumicino. Prima che le considerazioni politiche, a dirlo sono i numeri. L’ultima data utile per votare sarebbe in teoria domenica 30 giugno (non si è mai votato in Italia a luglio e agosto). Ma per una serie di adempimenti tecnici, le Camere andrebbero sciolte 60-55 giorni prima, vale a dire entro questa settimana o al massimo la prossima.

Il decreto di scioglimento delle Camere
Il decreto del presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei ministri, con la convocazione dei comizi elettorali, deve essere pubblicato in gazzetta ufficiale non oltre il 45° giorno prima delle elezioni. Il linea teorica per votare il 30 giugno ci sarebbe tempo fino al 16 maggio. Ma il Capo dello Stato (a cui per la Costituzione spetta l’indicazione) anticipa sempre la decisione fino al 60 giorni prima del voto (in questo caso dovrebbe prendere la decisione entro questa settimana o al massimo la prossima), per evitare di arrivare troppo a ridosso della scadenza e complicare la vita agli uffici nei numerosi adempimenti: quando si è votato alle politiche del 4 marzo 2018, il decreto del presidente è stato pubblicato il 28 dicembre.

Deposito di simboli e liste
Gli adempimenti burocratici prima delle urne non sono pochi e tutti molto delicati: in caso di consultazioni il 30 giugno i partiti dovrebbero depositare tra il 17 e 19 maggio (il 44° e 42° giorno prima del voto) al ministero dell’Interno il proprio contrassegno (vale a dire il simbolo), lo statuto, il programma elettorale con il nome e cognome del capo della forza politica e la dichiarazione di collegamento (cioè gli altri partiti con cui di intende formare una coalizione). Altro nodo chiave è la presentazione delle liste dei candidati deputati e senatori, con la relativa raccolta delle firme: andrebbero depositate per il 26-27 maggio (il 35° e 34° giorno prima del voto).

Andrea Marini, Il Sole 24 Ore

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