Barclays si arrende al fondo attivista e taglia i bonus ai banchieri

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Il colosso finanziario inglesi Barclays taglierà i bonus ai suoi banchieri. La decisione arriva dopo un lungo braccio di ferro con l’investitore ribelle Ed Bransom che ha ingaggiato un’aspra battaglia contro la banca. Barclays, secondo la stampa inglese, potrebbe tagliare di oltre il 10% i bonus e legarli ai risultati.

In vista dell’assemblea degli azionisti, in calendario la prossima settimana, la super banca britannica ha varato una mossa mirata a togliere il terreno attorno all’attivista Bramson: a Londra l’investitore ha la fama di raider che prende di mira società quotate che non sfavillano per ottenere cambiamenti ma anche un ritorno personale.

Nel caso di Barclays, Bramson ha messo nel mirino la divisione di Investment Banking, dopo l’uscita improvvisa (che ha destato qualche malumore) del capo Tim Throsby: l’area avrebbe risultati deludenti e la testardaggine della banca nel volerle dare una priorità, potrebbe costringere l’istituto a un aumento di capitale.

Ora la decisione di tagliare i pingui bonus dei top-manager, che da sempre attirano le critiche (e le invidie) del mercato, va incontro alle richieste di Bramson. E dunque a prima vista è una vittoria per l’agitatore inglese.
Ma il piano dell’attivista è più ampio: Bramson mira a ottenere un posto nel consiglio di amministrazione della banca. E dunque la mossa di Barclays vuole sterilizzare le richieste dell’investitore, anticipandolo. Tra le accuse mosse alla banca, anche la nomina del nuovo presidente in arrivo Nigel Higgins, di cui Bransom ha messo in discussione le competenze.

La strada del socio riottoso è comunque in salita: la società di proxy advisor Glass Lewis (il più grande consulente di assemblee al mondo per investitori istituzionali) ha sconsigliato di votare a favore di Bramson.

Simone Filippetti, Il Sole 24 Ore

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