Uno spot contro il falso Parmigiano Reggiano per educare i consumatori del Golfo Persico

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Uno spot da film d’azione hollywoodiano contro il falso Parmigiano Reggiano, per educare i consumatori del Golfo Persico a distinguere tra il vero prodotto delle stalle della food valley emiliana e i formaggi similari a pasta dura e granulosa, spacciati come made in Italy e che italiani non sono (il cosiddetto Italian Sounding).

La trama. Un’avvenente madre (bellezza araba non velata, interpretata dalla fashion blogger libanese Carol Hannoun) offre in pasto al suo figliolo del generico parmesan e questi subito capisce che non è la sua vera madre; così, fugge via, sale su una scala, prende un cordless al volo e si chiude in un mobiletto. Poi chiama la polizia. Scatta il blitz: intervengono le teste di cuoio, calate dall’alto dagli elicotteri. Fanno irruzione in casa dalle vetrate, con le funi. La donna viene subito immobilizzata e le forze d’assalto scoprono che indossa una maschera. Quindi, viene svelata la sua vera identità: è una vecchia megera, una impostora, ma il piano è fallito perché il bambino ha capito di essere nei guai: la sua vera madre non gli avrebbe mai dato in pasto Parmesan, ma vero Parmigiano Reggiano. Lo spot si chiude con l’apparizione, in primo piano, del vero Parmigiano Reggiano.

La campagna pubblicitaria, avviata dal Consorzio di tutela della dop più importante d’Italia (con un giro d’affari al consumo da 2,4 mld di euro e 3,7 mln di forme prodotte, pari a circa 148 mila tonnellate nel 2018), andrà su larga scala in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait; paesi con i redditi pro capite più alti del mondo. L’iniziativa è parte di un piano di investimento pluriennale, che punta a sviluppare le potenzialità di mercato nell’area del Golfo; anche in vista dell’Expo Universale del 2020, che si terrà a Dubai. L’investimento, che comprende azioni di advertising, azioni sul web e promozioni in gdo, ammonta a circa 3 milioni di euro spalmati su tre anni: di questi l’80% è finanziato con fondi europei (2,4 mln di euro), il restante 20% è pagato dal Consorzio di tutela (600 mila euro).

A costruire lo spot è Hirux International (azienda che opera in Medio Oriente nei settori distribuzione e comunicazione). La sua direzione, articolata nei format 3, 5, 6, 15 e 30 secondi, è stata affidata al libanese Salim El Turk con il supporto di Pomedia Agency.

La réclame sarà diffusa sulle principali emittenti satellitari dei paesi target. La campagna tv prevede 1.886 spot sui canali Pan Arab e 1.369 su quelli Pan Asia per un totale di 3.200 GRP sui primi e 3.030 sui secondi. In parallelo sarà avviata anche una campagna web su YouTube, Facebook e Instagram per intercettare quanti più consumatori possibili, inclusi i numerosissimi cittadini stranieri (expat) che a Dubai costituiscono oltre il 70% della popolazione.

Luigi Chiarello, ItaliaOggi

 

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