Mondadori, shopping già dal 2019

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Mondadori vuole crescere in Italia nel mondo dei libri educational, in quei segmenti in cui non è presente come il professionale, sempre in Italia. Invece, visti i limiti Antitrust, per il trade guarda oltreconfine e vaglia alcune opportunità sui principali mercati, Germania e Francia, con un occhio di riguardo al mercato anglosassone vista la lingua comune a più paesi. «I lavori sono in corso», ha riassunto ieri a Segrate, vicino Milano, Marina Berlusconi confermando la strategia di sviluppo per il 2019 e i prossimi anni del gruppo editoriale che presiede. Rispetto alle precedenti dichiarazioni d’intenti, ha aggiunto l’a.d. Ernesto Mauri, «abbiamo individuato sia i business nuovi sia i possibili target» delle acquisizioni, quasi certamente all’estero. «Mi auguro di avere già qualcosa nel 2019 in modo da poter iniziare nel 2020 questi nuovi business», ha chiosato l’a.d. dell’editrice storicamente radicata nel trade, la scolastica e il libro illustrato.

L’occasione per fare il punto sulle attività di Mondadori è stata l’approvazione del bilancio 2018 da parte dell’assemblea degli azionisti. Lo scorso esercizio si è chiuso con un risultato netto delle attività in continuità rettificato per +20,3 milioni di euro, in linea con le previsioni. Mentre, per effetto dell’adeguamento del valore delle attività francesi in via di cessione, il risultato netto è negativo per 177,1 milioni di euro. L’assemblea ha deciso di ripianare integralmente la perdita d’esercizio utilizzando riserve per un importo uguale. Inoltre, i soci presenti hanno riautorizzato all’acquisto di azioni proprie fino al raggiungimento del limite del 10%. Oggi, Mondadori detiene in tutto 1.346.703 azioni proprie, pari allo 0,515% del capitale sociale. A proposito delle pubblicazioni francesi (per cui s’è fatto avanti l’editore Reworld Media), «la vendita sarà chiusa prima dell’estate, direi tra fine giugno e fine luglio», ha aggiunto Mauri. «Prima preferirei concludere quest’operazione e poi fare il resto», riguardo alle acquisizioni allo studio.

Per quanto riguarda infine il primo trimestre di quest’anno, ha concluso l’a.d., «non ci sono sorprese negative». I risultati saranno pubblicati il 15 maggio. «Ci presentiamo con un indebitamento che è sceso di 300 milioni dal 2013 a quella che sarà la chiusura del 2019, pensiamo con un indebitamento inferiore ai 70 milioni», ha concluso Marina Berlusconi. «E, se non dovessimo fare investimenti cosa che invece mi auguro, potremmo chiudere il 2020 con un indebitamento pari a zero».

Mondadori ha però anche una partecipazione di minoranza al 36% nel Giornale (di recente al centro di un piano contenimento costi con chiusura della sede romana). «Noi garantiamo il massimo della collaborazione per trovare una soluzione che garantisca la compatibilità economica e finanziaria e soprattutto che dia al Giornale la prospettiva di un futuro solido e sicuro come merita», ha risposto sul punto la figlia dell’ex premier mentre alla domanda se è esclusa la vendita della testata ha precisato che «dovete domandare all’azionista di maggioranza (la famiglia di Paolo Berlusconi, zio di Marina Berlusconi, ndr)».

Ieri il titolo Mondadori ha chiuso a -1,4% a 1,688 euro.

ItaliaOggi

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