Milano, la prima in Europa ad attrarre investimenti immobiliari dall’estero

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Nel prossimo decennio (2019-2029) Milano sarà la metropoli che brillerà più delle altre capitali europee per capacità di attrarre nuovi capitali nel settore immobiliare, posizionandosi al primo posto per investimenti previsti, pari a 13,1 miliardi di euro. Staccati Monaco (10,8 miliardi), Amsterdam (10,2 miliardi), Stoccolma (9,5), Dublino (9,1) e Madrid (8,7). Il capoluogo meneghino nel 2018 si è posizionato al primo posto tra le capitali europee anche per capacità di attrarre investimenti immobiliari dall’estero: con circa il 48% dei capitali provenienti da gruppi internazionali Milano ha dimostrato di essere più attrattiva di Monaco e Barcellona (40%), e ben distanziata da Madrid (30%), Amsterdam (27%), Bruxelles e Vienna (20%). Questi sono alcuni dei dati emersi oggi a Milano nel corso della presentazione di “A star is born – Milano guarda oltre: ambizioni di una città”, il Rapporto 2019 sul mercato immobiliare di Milano, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Risanamento.
Milano si conferma nuovamente come la capitale degli investimenti immobiliari in Italia, concentrando nel 2018 oltre il 40% del volume delle operazioni effettuate a livello nazionale. Rispetto all’anno precedente gli investimenti in Italia si sono ridotti del 20%, passando da 9,7 a 7,8 miliardi di euro. Il 2018 ha comunque certificato l’interesse degli investitori esteri per l’Italia, Paese core nell’ambito di un’asset allocation europea. Trascurando i record del 2017, afferma il Rapporto, la crescita degli investimenti prosegue ancora anche se a un passo più contenuto di quello che ci si poteva aspettare lo scorso anno.Complessivamente, nei prossimi anni, i più rilevanti interventi di trasformazione urbana/edilizia attualmente in corso o previsti a Milano interesseranno una superficie territoriale di circa 12,5 milioni di mq che potrebbe generare una superficie sviluppata di 6,3 milioni di mq, concentrata prevalentemente nel settore residenziale (2,7 milioni), terziario (1,3 milioni), commerciale (1 milione) e funzioni pubbliche di interesse sociale-collettivo (quasi 650 mila mq). Il cambiamento determinerà un impatto sul mercato immobiliare stimabile nell’ordine di grandezza di almeno 21 miliardi di euro di valore aggiunto concentrato per oltre la metà (60%) nel comparto residenziale.
Solo nel prossimo quinquennio (2019-2024), le principali trasformazioni urbane già avviate riverseranno sul mercato immobiliare una superficie complessiva di 730 mila mq con un impatto di valore aggiunto di circa 2,9 miliardi. Le superfici oggetto di sviluppo sono concentrate prevalentemente nel comparto residenziale (30%) e commerciale (29%). Il settore terziario e dei servizi di interesse pubblico occuperanno una quota di nuova superficie sviluppata del 23 e 18%.
Le trasformazioni immobiliari, attuali e potenziali del futuro prossimo, localizzati nelle aree semicentrali, periferiche e periurbane dell’area milanese interesseranno una superficie sviluppabile di circa 5,8 milioni di mq con un peso sull’intero territorio del 92% e un valore di mercato potenziale al termine del loro sviluppo di circa 18 miliardi.
“Milano nei prossimi anni – ha affermato Davide Albertini Petroni Managing Director di Risanamento spa – ha un patrimonio di iniziative di sviluppo urbano tra i più alti tra le città comparabili, con un potenziale attrattivo di investimenti immobiliari mai visto negli anni passati”.
“Milano – ha dichiarato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – sta diventando sempre più una città centrifuga, allargata, compatta e inclusive. Le nuove sfide che dovrà affrontare nei prossimi anni riguardano principalmente le aree meno centrali dove sono posizionate le nuove opportunità di sviluppo urbano e le future strategie di una rinnovata visione della città. Milano deve, insomma, guardare oltre il ‘centro privilegiato’ ormai saturo e riqualificare, rigenerare, densificare e rendere attrattive e appetibili aree semicentrali, periferiche e periurbane”.

 

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