Omega3, soluzione anti age

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Il biochimico statunitense Barry Sears, ideatore della Dieta Zona, ci spiega perché introdurre gli Omega3 nella dieta è la chiave per restare “forever young”

Salute e bellezza vanno spesso a braccetto. A confermarcelo, in occasione di un importante appuntamento scientifico dedicato ai campi di applicazione degli Omega3, è il biochimico americano Barry Sears, per tutti il padre della Dieta Zona.

In occasione del lancio di una nuova linea di integratori a base di Omega3 studiata per le esigenze femminili (EnerZona Omega3 Specialist), Sears ci spiega perché questi elementi rappresentano un aiuto fondamentale sia per mantenere in salute il nostro organismo, che per migliorare l’aspetto della pelle.

Che cosa sono esattamente gli Omega3 e perché sono tanto importanti per l’organismo?
«Si tratta di acidi grassi essenziali che il nostro organismo non riesce a produrre in maniera autonoma e che dunque devono per forza arrivare dal cibo. La definizione di essenziali non è casuale: questi acidi grassi mettono in moto una serie di ormoni che, a loro volta, disattivano l’infiammazione. Per questo è corretto dire che gli Omega3 sono i più potenti elementi nel processo di spegnimento dell’infiammazione in corso».

Quali sono le conseguenze del processo infiammatorio?
«Tante e tutte negative. L’infiammazione, che per lo più deriva da scelte di alimentazione e stile di vita scorretti, ci fa ingrassare, ci fa ammalare e, soprattutto, ci porta a invecchiare rapidamente».

Sappiamo che esistono anche gli Omega6. Quali sono le differenze tra queste due categorie?
«Gli Omega6 sono anch’essi essenziali: il nostro corpo non li riesce a produrre da sé e nuovamente devono arrivare dai cibi che portiamo in tavola. Esiste però una differenza sostanziale: mentre gli Omega3 spengono l’infiammazione, gli ormoni attivati dagli Omega6 accendono l’infiammazione. E se è vero che i nostri corpi necessitano di un minimo di infiammazione (altrimenti le nostre ferite non guarirebbero mai e saremmo sotto attacco costante dei microrganismi), quando l’infiammazione è troppo forte attacca il nostro organismo e ci fa invecchiare prima del tempo. Dunque gli Omega6 vanno bene, ma a piccole dosi (li si può trovare in noci, olio di soia, olio di lino, olio di borraggine, tra gli altri cibi *ndr)».

Torniamo ai preziosi Omega3. Quali cibi li contengono?
«Li troviamo all’interno di frutta in guscio e semi, ma in questi casi si tratta di Omega3 a catena corta, una variante che non possiede quel vantaggio ormonale di cui si parlava prima. La fonte principale di Omega3 a catena lunga – i più forti antinfiammatori – è rappresentata dal pesce grasso, ad esempio salmone, aringhe, acciughe. Il pesce magro non ne contiene che in minuscole quantità».

Esiste un fabbisogno ottimale di Omega3?
«Preferisco consigliare di fare un esame del sangue per individuare i valori esatti di Omega3, che variano da individuo a individuo. Con questi acidi grassi vale la regola della personalizzazione. L’intake non dipende dall’essere uomo o donna, bensì dall’età e dalla presenza o meno di malattie, vedi diabete o depressione. In linea generale si può dire che più si invecchia, più aumenta la quantità di Omega3 necessaria a mantenere il benessere psicofisico».

È sufficiente mangiare pesce grasso?
«Assolutamente no. In primis perché occorrerebbe mangiare ogni singolo giorno della propria esistenza grandi quantità di pesce oleoso. E in secondo luogo perché oggigiorno gran parte del pesce che acquistiamo è contaminato da mercurio o altre tossine (PCB, o policlorobifenili)».

Qual è allora la soluzione?
«Personalmente sono un sostenitore degli integratori di Omega3, a patto che siano purificati e di altissima qualità. È il solo modo per garantirsi l’effetto di spegnimento dell’infiammazione. Il problema è che non tutte le aziende che producono questo genere di prodotti sono trasparenti, anzi. Meglio diffidare di chi non assicura integratori di Omega3 purificati: il consumatore ha il diritto di sapere».

In che modo questi integratori ci permettono di rallentare l’invecchiamento?
«Siamo di fronte a un processo a catena. Disattivare l’infiammazione in eccesso nell’organismo assicurandosi livelli adeguati di questi acidi grassi essenziali ci consente di riportare i valori del sangue nel range ottimale. E questo è l’intervento più potente per garantirsi un invecchiamento in buona salute, rallentando la comparsa di rughe, mantenendo in forma il cervello, evitando l’accumulo di adipe. Non è un caso che gli atleti di élite assumano dosaggi massicci di Omega3: il vantaggio di prestazione è evidente».

Marzia Nicolini, Vanity Fair

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