Di Maio: “Il 5G non c’è nel memorandum con la Cina”

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“Il 5G non c’è nel Memorandum d’intesa” che sarà firmato tra Italia e Cina. E’ quanto ha ribadito il vice premier e ministro, Luigi Di Maio, parlando alla trasmissione Agorà su Rai3 precisando che “stiamo comunque rafforzando le norme sulla golden power”. Sulla via della Seta si è fatto un gran parlare “ma io ho detto mille volte che non si tratta di un’intesa politica ma di una opportunità commerciale per il Made in Italy”, ha assicurato Di Maio. Inoltre, “ho fornito io stesso tutte le rassicurazioni a Washington”. E dunque “non capisco la strumentalizzazione”.

“Ho sentito parlare di colonizzatori: è assurdo. Non so”, ha evidenziato il vice premier, “se c’è qualcuno che cerca un altro nemico, io cerco opportunità per le imprese, rispettando le alleanze”. La prospettiva di collaborazione tra Italia e Cina sarà, dunque, ulteriormente potenziata, con la firma a villa Madama del memorandum Italia-Cina.

D’altra parte “la tradizione della nostre relazioni è molto antica poiché le nostre due culture possono essere ricondotte a uno o duemila anni fa. Il presidente Sergio Mattarella era in Cina nel 2017 e vorrei ricordare che l’anno prossimo, nel 2020, celebreremo il 50esimo anniversario delle nostre relazioni diplomatiche”, ha dichiarato il premier, Giuseppe Conte, in un incontro con alcuni rappresentanti della stampa cinese, pubblicato sul sito web dell’agenzia ufficiale cinese, Xinhu, in occasione dell’inizio della visita di Stato a Roma del presidente cinese, Xi Jingping, la prima di un capo di Stato cinese da oltre dieci anni.

“Lo aspettiamo con grande amicizia ed entusiasmo. Penso”, ha sottolineato Conte, “che la visita di Xi svolgerà un ruolo molto importante, dando un maggiore impulso alle nostre relazioni”. E l’Italia “è sempre a favore del dialogo, perché le sfide globali che ci attendono sono così insidiose che non è possibile affrontarle da soli, al di fuori di un efficace multilateralismo”.

Il premier ha ricordato ancora come commercio e scambi economici complessivi tra Italia e Cina sono già intensi. E “secondo me, possiamo ancora migliorare su questo, perché ovviamente la Cina è un’economia enorme con un potenziale enorme, anche per le aziende italiane”, ha sottolineato. In particolare, Conte ha menzionato diversi settori in cui i due paesi potrebbero lavorare più strettamente insieme tra cui turismo, agricoltura, urbanizzazione sostenibile, aviazione, trasporti, infrastrutture e innovazione tecnologica.

E ha concluso: la visita del leader cinese aumenterà i legami bilaterali per realizzare tutto il potenziale” e “penso che la crescente collaborazione tra Italia e Cina avvantaggerà in primo luogo i due Paesi” ma anche “ne beneficeranno i Paesi terzi, perché la cooperazione rafforzata ci permetterà di affrontare insieme le sfide globali”.

Milano Finanza

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