Deutsche Bank, al ceo Sewing 7 milioni di stipendio. Con Commerz a rischio 30 mila posti

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Continua a dividere l’opinione pubblica tedesca, e anche il fronte politico, l’ipotizzata fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank. I dipendenti di Commerz, guidati dal sindacato Verdi, hanno protestato giovedì contro la possibile fusione in quanto — come sottolinea il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung — potrebbe comportate la perdita di 25-30 mila posti di lavoro. «Non consentiremo che sia soltanto il nostro personale a dover sostenere i tagli al personale per la fusione con Deutsche Bank, ma chiediamo di essere protetti dai licenziamenti almeno fino al 2021», ha dichiarato un rappresentante dei lavoratori di Commerzbank. La protesta diventa ancora più sensibile nel giorno in cui sono stati decisi i bonus di Deutsche Bank, i primi dopo quattro anni. Spicca l’assegno a favore del ceo di Deutsche, Christian Sewing: complessivamente a lui vanno 7 milioni di euro, che lo rendono uno dei più pagati banchieri d’Europa, con valori più che raddoppiati rispetto ai 2,9 milioni del 2017.

Sewing è stato nominato amministratore delegato di Deutsche Bank un anno fa ed è riuscito a far chiudere all’istituto il 2018 con il primo utile dopo quattro anni. Adesso sta conducendo i colloqui tra i due istituti per valutare un’aggregazione. Complessivamente Deutsche Bank ha pagato quest’anno 1,9 miliardi di euro in bonus ai dipendenti. Proprio queste cifre hanno portato alcuni parlamentari, tra i quali l’esponente della sinistra Fabio De Masi ad affermare che una banca che dà quel livello di bonus non ha bisogno di tagliare posti di lavoro. A fine 2018 i due istituti impiegavano insieme 133.000 persone.

Altre critiche al progetto di fusione sono arrivate, attraverso l’agenzia Reuters, da parte di BlackRock, il potente fondo americano che ha investito sia in Db che in Commerz: un top manager (che Reuters non cita) ha detto che una fusione «non funzionerà» se «l’obiettivo dell’operazione è provare un’altra volta a creare una grande operazione di investment bank ispirata al modello Usa».

Fabrizio Massaro, Corriere.it

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