Le aziende di stato hanno giocato un ruolo di primo piano in tutto questo. Come mostrano i dati della Commissione Ue, i loro investimenti diretti esteri in Europa sono stati consistenti fin dagli anni 2000, quando più del 60 per cento del totale degli investimenti cinesi nell’Unione era stato elargito da aziende per almeno il 20 per cento di proprietà dello stato. Solo nel 2016 questa percentuale è scesa dal 60 al 40, ma poi è salita nuovamente al 50 per cento nel 2017 e nel 2018.

Questa strategia di razionalizzazione degli investimenti è complementare al piano della nuova via della Seta, che punta a promuovere una nuova idea di connettività fisica e digitale tra Asia, Africa ed Europa con la costruzione di infrastrutture per garantire migliori scambi commerciali. “Sono strumenti di diplomazia economica che mirano allo stesso obiettivo: la crescita del sistema paese”, conclude Francesca Manenti.

Marco Cimminella, Business Insider Italia