Generali, utile 2018 a 2,3 miliardi (+9,4%): cedola sale a 0,9 euro

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Generali ha chiuso il 2018 con conti in ascesa e questo ha permesso al Leone di alzare la cedola a 0,9 euro per azione e di chiudere il passato piano industriale superando tutti i target fissati. Aspetto che, ha sottolineato il ceo Philippe Donnet, rende «fiduciosa la compagnia sul raggiungimento degli obiettivi» del nuovo business plan e soprattutto sui target 2019 per i quali è confermata una crescita media dell’utile per azione tra il 6 e l’8 per cento.

Traguardo che verrà tagliato a prescindere da potenziali acquisizioni: «Il nostro piano non è basato sull’M&A: questo è solo un potenziale acceleratore della nostra strategia, e in ogni caso guardiamo a eventuali opportunità in Europa e con disciplina», ha aggiunto il manager.

Rispetto alle vecchie linee guida, tra il 2015 e il 2018 la società ha generato 8 miliardi di cassa cumulata (l’obiettivo era oltre 7 miliardi), ha distribuito, compreso quello che verrà staccato in primavera, dividendi per 5,1 miliardi (più di 5 miliardi) e ha registrato un Roe medio del 13,4% (il target era maggiore 13%).

A tutto questo hanno contribuito i conti del passato esercizio che hanno registrato un risultato operativo di gruppo in crescita del 3% a 4,857 miliardi, «grazie al contributo di tutti i segmenti di attività». L’utile netto si è invece attestato a 2,309 miliardi (+9,4%) riflettendo «il miglioramento del risultato operativo, nonchè il contributo derivante dalle attività in dismissione o cedute». In virtù di tutto ciò, come detto, è stato deciso di portare la cedola a 0,9 euro, in aumento del 5,9% sul 2017. Nel mentre, continua a salire la crescita del New Business Margin Vita a 4,35% mentre il Combined Ratio si è posizionato al 93% (+0,1 punti percentuali), «il migliore tra i peers, nonostante l’impatto delle catastrofi naturali e dei grandi sinistri man-made».

La raccolta vita ha raggiunto gli 11,4 miliardi (+5,2%) mentre il danni ha registrato premi in crescita del 3,3% a 20,6 miliardi. I premi complessivi del gruppo sono saliti a 66,69 miliardi (+4,9%) mentre l’utile dell’Asset Management è salito del 24% a 235 milioni. In questo contesto è migliorata anche la solidità patrimoniale con il Regulatory Solvency Ratio che è passato dal 207% di fine 2017 al 216% del 31 dicembre scorso.

In proposito, le Generali hanno in portafoglio Btp per 59 miliardi su un totale di 500 miliardi di asset in gestione. Questo, ha spiegato Donnet, non avrà «nessun impatto negativo sulla solidità patrimoniale del gruppo».

«Il nostro solvency ratio nel 2018 è aumentato, – ha aggiunto – siamo totalmente in grado di assorbire choc, non vedo problemi particolari». Nel dettaglio ad oggi, la sensitivity sullo spread è pari a 7 punti percentuali di solvency ratio per 100 punti del differenziale di rendimento tra Btp e Bund.
Infine il Leone ha introdotto un piano di azionariato per i dipendenti che riguarderà complessivamente 6 milioni di azioni, pari allo 0,38% del capitale del gruppo assicurativo. Il cda della compagnia ha infatti deliberato di sottoporre all’assemblea un piano di azionariato ai sensi del quale verrà attribuita la possibilità di acquistare a condizioni agevolate azioni ordinarie della società rinvenienti da un programma di buy-back al servizio del piano.

Laura Galvagni, Il Sole 24 Ore

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