L’economia italiana si regge sull’edilizia e l’arredamento

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L’edilizia e l’arredamento restano due colonne portanti del sistema-Italia. Nel 2018, secondo il rapporto Cresme, il valore della produzione del mercato delle costruzioni dovrebbe essersi attestato a quota 171 miliardi di euro contro i 167 miliardi dell’anno precedente. Il 73,8% del business è rappresentato da interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria del patrimonio esistente (74,2% nel 2017). Gli interventi di manutenzione ordinaria valgono 36,8 miliardi, quelli straordinari 89,4 miliardi, mentre le nuove costruzioni salgono dai 41,4 miliardi del 2017 a 43,1 miliardi dell’anno scorso. I permessi di costruire per la nuova edilizia abitativa sono cresciuti del 3,9% nel 2016, dell’11,3% nel 2017 e dell’8,7% nel primo trimestre 2018.

È aumentato il consumo interno di cemento (+1%) e si sono incrementate, dopo lunghissimo tempo, le vendite di laterizio da muro (+2,8% nel primo trimestre 2018). Nel quadriennio 2019-2022, prosegue il Cresme, tutti i motori delle costruzioni dovrebbero restare accesi e determinare una crescita media annua del settore con tassi superiori al 2 per cento.

Il report di Confartigianato sul settore Legno-Arredo ha invece evidenziato la fortissima propensione all’export delle imprese del comparto. Le esportazioni valgono 11,4 miliardi di euro, con l’83,9% del totale riconducibili ai mobili (9,6 miliardi) e il restante 16,1% al legno (1,8 miliardi). Nel 2017 il made in Italy ha registrato una crescita del 4,1% e, grazie a questo spunto, ha recuperato in valore assoluto, i livelli massimi pre-crisi del 2007.

Il fulcro del sistema-Paese non poteva non essere, anche in questo campo, Milano. Lo scorso anno nel capoluogo lombardo, secondo Rca – Real capital analytics, sono stati investiti 2,8 miliardi. Nei prossimi 5 anni, secondo stime recenti, gli investimenti cambieranno il volto a quasi quattro milioni di metri quadri di aree. Secondo Scenari Immobiliari da qui al 2024 i progetti di trasformazione urbana avviati a Milano riverseranno sul mercato immobiliare una superficie complessiva di 730mila metri quadrati per un valore stimato da scenari Immobiliari in circa 2,4 miliardi di euro. Complessivamente, tenendo conto dei programmi di investimento che coinvolgono lo Scalo Farini, Santa Giulia, San Siro e il Centro storico (Brera, Palazzo Broggi, Corso Vittorio Emanuele), le riqualificazioni movimenteranno oltre 10 miliardi fino al 2029.

E proprio a FieraMilano Rho si apre oggi la nona edizione di Made Expo, la più importante manifestazione in Italia per il mondo dell’edilizia e dell’architettura. Gli espositori sono oltre 900, con un’ampia rappresentanza delle eccellenze nelle costruzioni, nell’architettura e nell’interior design. Più di 100mila i visitatori professionali attesi dall’Italia e dall’estero. Al centro di Made Expo 2019 è stata posta la qualità dell’abitare, con un focus particolare sulla rigenerazione urbana e infrastrutturale. L’impatto della evoluzione digitale del settore avrà un focus dedicato ma sarà anche una grande componente trasversale di tutta la manifestazione.

L’obiettivo dichiarato di Made Expo non è solo quello di interconnettere gli operatori del settore, ma anche portare proposte condivise all’attenzione delle istituzioni per rimettere in movimento un settore strategico per l’economia nazionale. «È un momento importante per valorizzare e consolidare le sinergie della lunga e preziosa filiera dell’edilizia», ha chiosato Marco Dettori, vicepresidente dell’Ance (l’associazione delle imprese edili). «L’edilizia è il motore del Paese e Made Expo fungerà da stimolo per spronare il governo a far ripartire i cantieri sbloccando in tempi rapidi le risorse già stanziate», ha commentato il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini, sottolineando la necessità di una piattaforma per un ulteriore rilancio del settore che ha bisogno di recuperare i livelli di fatturato e di occupazione antecedenti la grande crisi.

Onofrio Lopez, Ilgiornale.it

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