Reddito di cittadinanza, con la card si potranno comprare anche mobili e vestiti

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Se non fosse per l’entità delle somme che verrano erogate dalla seconda metà di aprile in poi, la nuova card per il reddito di cittadinanza sarebbe il fac simile della vecchia carta acquisti. Così ora il governo pensa di ampliare la lista delle spese consentite: scontato l’inserimento dei capi di abbigliamento nel bouquet dei beni acquistabili con i 780 euro promessi dai Cinquestelle. Un’altra ipotesi è quella di consentire l’acquisto di mobili e piccoli elettrodomestici (la clausola anti-Unieuro ventilata a suo tempo dalla sottosegretaria Laura Castelli è solo un brutto ricordo). Infine, per rendere il bonus a misura di famiglie, non è escluso che in futuro il ministero dello Sviluppo economico non autorizzi pure l’acquisto di libri per l’infanzia e giocattoli, inglobando nel circuito i negozi che già accettano il bonus cultura.

Le card potranno essere ritirate dal 19 aprile, una volta conclusi i controlli dell’Inps sulle idoneità, a patto che la domanda per il reddito di cittadinanza venga presentata entro la fine del mese in corso. Le tessere potranno essere usate per acquistare generi alimentari nei negozi convenzionati e farmaci con lo sconto del 5 per cento. Con la carta gialla si potranno pure saldare le bollette. E diversamente dalla carta acquisti sarà possibile effettuare prelievi in contante, purché non si superi il limite dei 100 euro al mese. Per i vertici del M5S la misura pentastellata risulta però troppo ingessata, così per rendere il sussidio più attraente il governo amplierà la lista delle spese consentite. Verranno introdotte strada facendo nuove tipologie di merce da comperare e altre categorie di esercenti otterranno l’abilitazione.

ESERCIZI CONVENZIONATI
Gli esercizi convenzionati al momento sono gli stessi che già accettano la carta acquisti, quella usata per il Reddito di inclusione introdotto nella passata legislatura dal centrosinistra. Oltre all’acquisto di beni alimentari e farmaci, è prevista la possibilità per i beneficiari del sussidio di saldare con i soldi pubblici la rata del mutuo o dell’affitto. Ma le persone in fila in questi giorni negli uffici postali e nei Caf attendono novità. La nuova lista delle spese effettuabili con la card non sarà messa a punto prima di aprile: a meno di imprevisti, verrà varata intorno alla metà del mese prossimo, ovvero quando saranno effettivamente distribuite le card. La questione è delicata perché se da un lato vi è l’esigenza di allargare il raggio di azione della card, dall’altro si teme di diluire ulteriormente l’impatto della misura sull’economia tricolore. Secondo gli economisti, il reddito di cittadinanza come stimolo alla domanda delle famiglie darà una spinta risibile al prodotto interno lordo, persino inferiore allo 0,2 per cento.

IL CONTANTE
Il divieto di effettuare spese immorali, nel frattempo, pare essere decaduto in via definitiva. Il vicepremier Luigi Di Maio aveva annunciato che non si sarebbe potuto utilizzare l’importo erogato per giocare al Superenalotto o tentare la fortuna al Gratta e vinci, in modo da non alimentare la ludopatia. Ma introducendo la possibilità di effettuare prelievi in contante, il governo sembra aver gettato la spugna: l’utilizzo del contante difficilmente potrà essere tenuto sotto controllo. I nuclei familiari più numerosi, per giunta, potranno prelevare anche più di 100 euro al mese: nel loro caso il tetto è stato fissato a quota 210 euro mensili. Il resto delle spese verrà tracciato, sebbene non siano state ancora definite le modalità tramite cui verranno monitorate le spese dei sussidiati. Dopo le osservazioni del Garante della privacy, è stato deciso di controllare gli importi spesi e prelevati in forma anonima. Alla fine di aprile il governo farà chiarezza con un decreto attuativo ad hoc, concordato con il Tesoro e l’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

Intanto è tempo di bilanci sui primi giorni di domande presentate, dopo il via scattato mercoledì scorso. Da allora le richieste pervenute a Poste italiane sono 121.969 di cui 102.914 presso gli uffici postali e 19.055 online. Le prime cinque regioni per numero di richieste sono la Campania con 16.112, la Lombardia con 16.015, la Sicilia con 13.873, il Lazio con 11.644 e il Piemonte con 11.244. Questi numeri vanno aggiunti quelli dei Caf, i centri di assistenza fiscale, che sono abilitate ad accettare le domande dopo aver raggiunto un’apposita intesa con l’Inps. Dalla Consulta Caf arriva il dato di circa 219 mila contatti con l’utenza, tra richieste vere e proprie già ultimate e appuntamenti concordati per i prossimi giorni. I Caf hanno un ruolo fondamentale nella prima fase dell’accesso al reddito, quella che prevede la compilazione dell’Isee con i valori reddituali e patrimoniali richiesti.

Francesco Bisozzi, Ilmessaggero.it

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