Porta in faccia, è rottura totale tra l’Inter e Icardi

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Questi fantasmi. I soliti noti: il sempre più separato in casa Mauro Icardi e signora-agente Wanda Nara. Perennemente al centro del proscenio, dei discorsi, delle chiacchiere e degli scenari sull’Inter presente, passata e futura. Tanto da impossessarsi, al quindicesimo giorno della telenovela del capitano degradato deflagrata in rottura totale, anche della vigilia della missione cagliaritana per il mantenimento di un terzo posto ritornato in ballo. Potenza della bordata lanciata da Luciano Spalletti: «Di Icardi sono già state dette molte cose, sia dall’ad Marotta che dal presidente Zhang. Io da qui in avanti parlo di quelli che ci sono, non di quelli che non ci sono. Perché sono quelli che vengono in campo e che hanno a cuore la sorte dell’Inter. Degli altri non parlerò più».

Dalla carota al bastone

Solo bastone, niente più carota: segnale di come anche il tecnico abbia abbandonato Maurito. Che, nella vita reale ad Appiano, continua a fare finta di nulla (ieri fisioterapia e pranzo), valuta pro e contro (molti) di un intervento di pulizia al fatidico ginocchio, parlotta solo con qualche compagno (non con il clan croato) ma non fa l’unico gesto per rimettere a posto i cocci: parlare a tutta la squadra e chiedere scusa. Anche se ieri sera è ritornato a comunicare sul web, dove l’attivissima Wanda ritwittava i commenti contrari alla sparata del tecnico, giurando amore all’Inter, ribattendo a Spalletti e lanciando una serie di messaggi cifrati mirati (probabilmente all’antagonista Perisic): «È nei momenti più difficili che si dimostra il vero Amore. È in quei momenti che ho deciso di rimanere all’Inter, con l’Inter. Ho rifiutato offerte che difficilmente un giocatore professionista avrebbe rifiutato e giocato con dolori fisici che mi portavano alle lacrime dopo la partita. Non so se in questo momento ci sia amore e rispetto verso l’Inter e verso di me da parte di alcuni che prendono le decisioni. Non so se ci sia da parte di alcuni la voglia di agire e risolvere le cose solo ed esclusivamente per amore dell’Inter. Non deve mai mancare il rispetto».

La lunga risposta via social

La telenovela continua. Tutto fermo, nella complicata trattativa per il rinnovo, alla domanda del giocatore di 11 milioni netti a stagione e alla risposta della società, non ancora formalizzata, di un ingaggio da 7 bonus compresi. A Cagliari, quinta gara senza il suo cannoniere (15 centri stagionali), Spalletti si affiderà di nuovo a Lautaro Martinez e ha aggregato per la prima volta Facundo Colidio, stellina argentina della Primavera, alla comitiva dei convocati. Per ora l’Inter, aspettando il recupero di Keita, andrà avanti così. Per l’estate, in caso di separazione da Icardi (con possibile plusvalenza da quasi 100 milioni), si prospetta un casting per un attaccante protagonista. Un identikit compatibile è quello di Edin Dzeko, con un contratto in scadenza nel 2020 e in attesa di cenni dalla Roma per il rinnovo. Molto dipenderà anche da chi sarà seduto sulla panchina nerazzurra, con i soliti fantasmi di Mourinho e Conte che aleggiano sulla testa di Spalletti.

Spettri che non girano più attorno alla poltrona da direttore sportivo: manca solo la firma, formalità davvero dietro l’angolo, sul rinnovo di Piero Ausilio fino al 2021.

Tiziana Carati e Matteo De Santis, La Stampa

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