Piazza Affari si porta sulla parità grazie a Fca e Juventus

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I mercati europei viaggiano in territorio positivo, con l’eccezione di Piazza Affari, ora sulla parità (indice Ftse Mib a 20.238 punti, +0,05%) dopo una virata in territorio negativo a causa delle debolezza dei titoli bancari. Sugli istituti di credito pesa la notizia dell’inchiesta per truffa nella vendita di diamanti, che coinvolge diverse banche e in particolare Banco Bpm.

Da segnalare anche il rialzo dello spread Btp/Bund, tornato sopra quota 270 punti base a 272 punti base. Fanno meglio di Milano Francoforte (+0,36%), Parigi (+0,18%) e Londra (+0,09%) con i futures di Wall Street poco mossi in attesa della minute dell’ultima riunione della Fed del 30 gennaio. “Le minute dovrebbero fare luce sulle motivazioni della Fed e chiarire quanto effettivamente colomba è diventata la banca centrale Usa”, ha affermato Ann-Katrin Petersen, investment strategist di Allianz  Global Investors, aggiungendo che il mercato “resta in attesa di capire quando finirà il processo di normalizzazione del bilancio della Fed”.

Sul mercato valutario l’euro si conferma sopra 1,13 a 1,1339, mentre il dollaro si attesta a 110,732 yen. In calo il petrolio: il Wti, contratto con consegna ad aprile, scende dello 0,65% portandosi a quota 56,09 dollari al barile. Stamani l’unica nota significativa sono state le parole del capo economista della Bce, Peter Praet, in occasione di un intervento a Francoforte. La Banca centrale europea “discuterà molto presto” della possibilità di effettuare una nuova operazione Tltro, ha detto Praet, ma questo “non significa che prenderemo una decisione nella stessa occasione”.

Il tutto mentre la Commissione europea ha esteso di sei mesi la “sorveglianza rafforzata” sulla Grecia per l’attuazione del programma di riforme economiche. Il programma di salvataggio si era concluso nell’agosto 2018, ma da allora è proseguita la supervisione da parte dei creditori europei. Il secondo rapporto sulla sorveglianza economica del paese sarà pubblicato il prossimo 27 febbraio.

Sull’azionario milanese restando ben intonati i titoli dell’automotive a partire da Fiat Chrysler  Automobiles (+1,14%) e Brembo  (+3,47%) sulle speranze di un accordo Usa-Cina. In particolare, oggi, i funzionari cinesi hanno confermato la promessa di importare più soia dagli Stati Uniti. “La Cina e gli Stati Uniti saranno sicuramente partner chiave nel commercio dei semi di soia”, ha detto il ministro cinese dell’Agricoltura e degli Affari Rurali, Han Changfu.

Pechino rimarrà un grande importatore di soia, nonostante gli sforzi dello Stato per promuovere la produzione interna, che è pari a circa 15 milioni di tonnellate e non riesce a soddisfare la domanda cinese, di circa 110 milioni di tonnellate. La Cina aumenterà gli sforzi per aprire il proprio mercato rurale diversificando le fonti di importazione agricola, ha aggiunto il funzionario del ministero dell’Agricoltura, Wu Hongyao, sottolineando che “la porta per le importazioni di soia americana rimarrà aperta dopo i negoziati commerciali”.

Mentre gli Stati Uniti, secondo fonti citate da Bloomberg, hanno chiesto alla Cina di tenere stabile il valore dello yuan, come parte dei negoziati sul commercio in corso tra i due Paesi. Con la svalutazione della valuta, per esempio, Pechino potrebbe contrastare gli effetti dei dazi statunitensi sui prodotti cinesi.

Oggi, lo yuan ha raggiunto i massimi in due settimane, rafforzandosi a 6,7270 per un dollaro. Le due delegazioni stanno discutendo di questo e altri temi da inserire nel memorandum d’intesa che dovrebbe servire da base per un accordo finale tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping. Al momento, è in corso un nuovo round di negoziati a Washington, che si concluderà venerdì.

Ieri, il presidente Donald Trump ha detto che i negoziati “stanno andando molto bene”, ribadendo che la data dell’1 marzo “non è magica”. Quel giorno, scadrebbe la tregua commerciale tra i due Paesi, ma il presidente ha già detto che, in caso di trattative positive, potrebbe allungarla, in modo da evitare l’incremento dal 10% al 25% dei dazi imposti lo scorso settembre dagli Stati Uniti su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Giù, invece, le banche con Banco Bpm (-1,94%) fanalino di coda. Male anche Bper Banca  (-1,40%), Unicredit  (-0,61%), Ubi (-0,22%) e Intesa Sanpaolo  (-0,63%). In ripresa Tim  (+0,11%) e soprattutto Juventus  (+2,98%) in attesa della partita di stasera contro l’Atletico Madrid in Champions League.

Francesca Gerosa, Milano Finanza

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