Il Foglio, parte la diversificazione

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Via a mensile, newsletter e festival. Copie a quota 25 mila

Il Foglio festeggia San Valentino con la newsletter Eu Porn-Il lato sexy dell’Europa. Ufficializza la nascita del suo primo mensile dedicato all’Innovazione e mette in cantiere un paio di festival del quotidiano. Dopo aver chiuso l’anno scorso con un piccolo utile e dichiarando una diffusione media giornaliera sulle 25 mila copie, il quotidiano diretto da Claudio Cerasa inaugura il 2019 con uno spirito metà euforico metà pacato. Come mai? Non vi porta bene il governo giallo-verde? «Ci porta bene a livello diffusionale e di clic sul sito Foglio.it», risponde a ItaliaOggi il direttore Cerasa, «ma c’è un impatto negativo sull’Italia che è quello di sdoganare sentimenti che assomigliano a rutti. Non c’è più nessun timore di esternare la propria xenofobia o avversione verso la democrazia». Non c’è una metà del bicchiere piena? «Il lato positivo potrebbe essere che l’azione dell’esecutivo Lega-5Stelle diventi una sorta di vaccino, costringendoci a capire quali valori democratici non sono negoziabili». Anche sul fronte fake news, sempre secondo il direttore, magari non calerà l’isteria causata dal timore perenne di bufale ma alla fine si capirà che l’anarchia digitale non è una soluzione e i lettori ritroveranno fiducia nei giornali.

Insomma, il Foglio dell’editore e immobiliarista Valter Mainetti si candida a testata critica per eccellenza, ruolo che in passato è stato di altri giornali tra cui Fatto Quotidiano e Verità: «no, a noi interessano le idee. Non farei paragoni con altri giornali che, peraltro, in alcuni contesti sembrano simili a house organ (magazine pubblicati dalle aziende, ndr)».

Al Foglio si godono gli abbonamenti portati dal «codice Rocco», lanciato a metà dello scorso luglio per promuovere ironicamente uno sconto del 20% sulle sottoscrizioni, subito dopo la minaccia verbale di Rocco Casalino, a capo dell’informazione grillina e portavoce del premier Giuseppe Conte, al giornalista della testata Salvatore Merlo. «Sono arrivati parecchi abbonamenti in quel frangente», prosegue Cerasa. «In un giorno abbiamo raggiunto il numero di abbonamenti che, di solito, raccogliamo in tre settimane». A consuntivo del 2018, il giornale comunica ricavi al rialzo del 15% in edicola e in crescita del 28% negli abbonamenti digitali. Come termine di confronto, il 2017 è stato archiviato in utile di 11,4 mila euro e con un fatturato complessivo sui 4,8 milioni di euro (di cui quasi 2 mln dalla vendita del quotidiano, 408,7 mila euro dagli abbonamenti digitali e oltre 1,3 mln dalla pubblicità tra carta e web, rispettivamente curata dalle concessionarie Manzoni e Moving Up). Invece per il futuro, e a dispetto delle indiscrezioni di mercato, Cerasa smentisce «categoricamente» la ricerca di nuovi soci per il Foglio.

Adesso l’attenzione va alla newsletter Eu Porn, pensata perché «il problema culturale italiano è credere che l’Europa non serva; invece ne servirebbe di più», sottolinea Cerasa. L’attenzione va al secondo numero del mensile Foglio Innovazione, nato ai primi di febbraio e oggi stabilmente pianificato in uscita ogni primo martedì del mese (prossimo numero: il 5 marzo). Pubblicazione mensile di 8-12 pagine, al momento in abbinamento obbligatorio col quotidiano (poi si studierà se e come farlo proseguire da solo in edicola), che serve tra l’altro ad accompagnare il lettore verso la seconda edizione del Foglio tech festival (in programma a Venezia il prossimo 22 giugno). Fil rouge: l’innovazione intesa come opportunità, non come preoccupazione. A proposito di eventi, a marzo è prevista a San Siro, a Milano, la prima edizione della Festa del Foglio dello Sport, che crea il tandem col dorso sportivo in edicola il sabato. Completano il piano d’iniziative le altre newsletter tra cui tecnologia e Asia, una nuova applicazione da rilasciare nelle prossime settimane e alcune iniziative periodiche, anche a cadenza semestrale, per stilare per esempio la classifica dei personaggi più interessanti da seguire nei vari campi. Il 2019 sarà anche il tempo per ragionare su un’offerta podcast ma, per questo, «ci penseremo nella seconda parte dell’anno», chiosa Cerasa.

Italia Oggi – di Marco A. Capisani

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