Zava PrometheuS, la supercar elettrica italiana cerca finanziamenti col crowdfunding

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L’idea arriva dalla start-up veronese Zava Hypercars che ha 50 giorni di tempo per raccogliere 150.000 euro

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Nel caso dell’avventura intrapresa dalla veronese Zava Hypercars non si tratta di un tradizionale specchio d’acqua, bensì di un’operazione chiamata crowdfunding, ovvero una raccolta fondi pubblica in cui viene presentato un progetto e si chiede a quante più persone possibile di finanziarlo per farlo partire. L’idea di questa start-up italiana che fa parte dell’incubatore veneto t2i è quello di produrre una supercar elettrica, un’auto che ha già un nome – PrometheuS – ma che per ora esiste solo in scala 1:5. Per vedere qualcosa più concreto sarà necessario raccogliere almeno 50.000 euro nei prossimi 50 giorni sulla nota piattaforma internazionale Indiegogo. Il primo passo è dunque quello di riuscire a costruire il primo prototipo, per far compiere i primi passi a un progetto assai ambizioso: una supercar elettrica con prestazioni da Formula 1 e sistemi di controllo neuronali basati sugli ultimi sviluppi dell’Intelligenza Artificiale (AI).La PrometheuS, infatti, è basata su soluzioni progettuali all’avanguardia, partendo dai quattro motori elettrici con una potenza complessiva di 1.000 kW e 1.600 Nm di coppia, che sarebbero in grado di spingere l’auto fino a 350 km/h e da 0 a 100 km/h in soli 2 secondi. Tutto questo accompagnato da un’autonomia di almeno 500 km, grazie a batterie di nuova generazione.Proseguendo nella lettura di una scheda tecnica degna di un film di fantascienza, ci sono soluzione come l’aerodinamica attiva e la configurazione monoposto con guida centrale, proprio come una Formula 1 dalla quale sono ripresi anche i materiali ultraleggeri impiegati per la costruzione. Ma non è tutto, perché, stando ai progettisti, la Zava potrebbe disporre anche di tecnologie neuronali in grado di monitorare le condizioni fisiche del conducente e garantire l’interazione in tempo reale tra mente-vettura e tra occhio-mani-comandi, trasformando così il veicolo in una sorta prolungamento del corpo umano.Fin qui ce ne sarebbe già abbastanza per riempire le pagine dei libri di storia dell’auto, ma non è ancora tutto. La filosofia della Zava Hypercars è quella di realizzare il primo progetto automobilistico al mondo completamente open source e di mettere a disposizione, per la diffusione e condivisione tra i soggetti interessati, tutte le innovazioni e le conquiste tecnologiche introdotte sulla PrometheuS. Molto innovativo e molto nobile, dunque non resta che sperare che il progetto abbia successo.

Alessandro Vai, lastampa.it

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