Btp, domanda boom per il nuovo titolo a 30 anni

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Il nuovo Btp a 30 anni (scadenza settembre 2049), annunciato ieri a sorpresa dal Ministero dell’economia appena due settimane dopo l’emissione di un nuovo 15 anni, sta ricevendo una solida accoglienza nel collocamento in corso in queste ore attraverso un sindacato bancario. Intorno alle 12:00, ovvero a meno di un’ora dalla chiusura della raccolta ordini, il book aveva superato i 33 miliardi di euro, mentre lo spread è fissato a 18 punti base sopra il tasso del Btp in scadenza a marzo 2048.

Sul mercato secondario quest’ultimo titolo scambia attorno 3,7% di rendimento, da 3,637% ieri sera in chiusura, quando il titolo aveva già reagito all’annuncio, per cui la nuova emissione dovrebbe avere un tasso finale intorno al 3,9%. Il collocamento del Btp a 15 anni, effettuato con la stessa modalità a metà gennaio, aveva raccolto ordini per 35,5 miliardi, record assoluto per il Tesoro italiano. L’emissione odierna si avvia quindi verso una domanda simile. Il consorzio che si occupa dell’emissione è composto da Banca Imi, Bnp Paribas, Credit Agricole, Deutsche Bank  e Goldman Sachs.

Gli analisti di Unicredit  sottolineano che, “la decisione di emettere un nuovo benchmark con scadenza extra-lunga adesso indica l’intenzione del Paese di beneficiare dell’umore attualmente costruttivo del mercato e di continuare a perseguire l’obiettivo di estensione delle scadenze”. Non ci sono indicazioni sul target potenziale del collocamento, ma “un ammontare sopra i 6 miliardi dovrebbe rappresentare un buon risultato”, affermano gli strategist, ricordando come l’emissione a 30 anni di giugno 2017, in scadenza nel marzo 2048, “aveva una portata da 6,5 miliardi, in un momento in cui gli acquisti del Qe procedevano ancora al massimo”.

L’asta dovrebbe attirare una domanda consistente, confermano gli analisti di Kbc Bank. Gli esperti si aspettano richieste significative da parte degli investitori con un impatto positivo sui titoli di Stato di tutta la periferia dell’Eurozona. L’Italia è ancora motivo di preoccupazione per i mercati finanziari, conferma Alain Bokobza di Societe Generale  ma, grazie all’approccio più cooperativo del Governo, l’obbligazionario resta attrattivo per gli investitori. C’è una forte richiesta per i Btp, sottolinea l’esperto, il quale si aspetta una contrazione di circa 20-40 punti base dello spread Bund/Btp.

A livello operativo, gli strategist di Unicredit  si aspettano che in futuro “lo spread con Btp/Bund si allarghi, per cui posizionarsi sulla parte a lunghissima scadenza della curva dei rendimenti può essere una buona tattica difensiva”. In questo contesto, quindi, l’emissione del Btp a 30 anni “supporta questa strategia”, dato che una volta concluso questo collocamento “la pressione delle nuove offerte sulla parte a lunga scadenza della curva italiana sarà molto ridotta”, aggiungono gli esperti. Nel frattempo al momento è in allargamento lo spread sul decennale Btp/Bund che segna quota 262 punti base dai 259 di ieri.

Paola Valentini, Milano Finanza

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