Donna trascinata dal treno sulla metro B: incastrata tra le porte per 20 metri

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È l’incubo di tanti pendolari: rimanere incastrati al portellone del metrò, mentre il treno riprende la corsa come nulla fosse. Un incubo diventato realtà ieri mattina, nella stazione della metro B a Garbatella, scalo tra i più affollati della linea blu, la stessa dove a luglio del 2017 – ma in quel caso era la fermata di Termini – Natalya Garkovich, bielorussa di 45 anni, rimase impigliata con le buste della spesa a un vagone in partenza, finendo sbalestrata sul bordo esterno, una corsa che le ha causato danni irreparabili.

La vittima stavolta è J. B., 45 anni anche lei, trasportata al San Giovanni da un’ambulanza del 118, con una serie di traumi agli arti inferiori e superiori. Tutto è avvenuto in pochi istanti, la donna che si affretta sulla banchina, il trillo che avverte della chiusura delle porte, il braccio che rimane infilato tra i battenti a scorrimento, che si serrano; il macchinista non nota nulla e parte, J.B. non riesce a divincolarsi dalla morsa del convoglio e finisce trascinata per venti metri.

«Non mi sono accorto subito di lei, almeno all’inizio, ma avevo fatto tutti i controlli previsti, prima di partire», ha raccontato, sotto choc, ai colleghi il conducente del treno. «Non so neanche se stesse per entrare o se fosse appena uscita, è stato un attimo, nella mia mente è tutto molto confuso». In realtà la dinamica dell’incidente, racconta chi ha visionato i filmati della sicurezza in mano all’Atac, è piuttosto chiara: la vittima ha provato a salire sul treno, ma proprio a ridosso della chiusura dei portelloni. Finendo incastrata e sballottata sulla banchina. «Ho visto che una donna era rimasta fuori, incastrata solo dopo essere partito. Ho frenato dopo che due carrozze erano entrate in galleria, appena mi sono reso conto», ha detto il conducente.

L’INCHIESTA
L’Atac ha già avviato un’indagine interna, un pool di esperti ora dovrà chiarire la dinamica di una vicenda che accende una luce sinistra sulla seconda linea della metro romana. Due incidenti quasi identici, in meno di due anni. Al momento non sembra essere sotto verifica disciplinare il comportamento del macchinista, anche se l’inchiesta della partecipata è alle battute iniziali.

«DANNI A GAMBE E BRACCIA»
I medici del 118 sono intervenuti sul posto pochi minuti dopo la chiamata della vigilanza, alle 13.27. La donna è stata trasportata al pronto soccorso del San Giovanni in codice giallo, dopo avere riportato diversi traumi sia alle gambe che alle braccia. Meglio comunque di come è andata a Natalya, che dopo l’incidente si è ritrovata con danni gravissimi alla mandibola, a una gamba e agli arti. «Non potrà più tornare alla vita di prima», ha spiegato più volte il suo avvocato, Romina Ascani, che all’Atac ha chiesto un risarcimento.
L’incidente di ieri ha comportato, inevitabilmente, ritardi sull’intera tratta. La metro B è rimasta chiusa fra Castro Pretorio e la stazione di Eur Magliana per quasi due ore, per permettere i soccorsi alla passeggera.

Lorenzo De Cicco, Il Messaggero

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