Dl semplificazioni, tetto del 10% alla proprietà delle farmacie

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Un emendamento a firma M5S abbassa la quota regionale di punti vendita sanitari in mano alla stessa società di capitali o cooperative. Sull’Rc auto sconti immediati con la scatola nera

Stretta alla concentrazione delle farmacie. Le società di capitali o cooperative potranno controllare direttamente o indirettamente al massimo il 10% delle farmacie di una stessa regione, non più il 20%, come invece aveva stabilito la legge per la concorrenza del 2017. Lo prevede un emendamento al dl semplificazioni del Movimento 5 Stelle approvato nella nottata di ieri. La misura, si legge nell’emendamento, si applica anche alle società già costituite che sono tenute ad adeguarsi entro tre anni.E’ stato invece ritirato l’emendamento della Lega che stabiliva l’obbligo di presenza di almeno il 25% di farmacisti iscritti all’albo tra i soci delle società che gestiscono le farmacie, pena il loro scioglimento. L’emendamento era stato riformulato rispetto ad una prima versione che fissava una soglia del 51%. Nell’esame di ieri sera nelle Commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato è stato tuttavia deciso di ritirarlo.In caso di mancato rispetto del nuovo tetto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, stabilisce la stessa norma, “adotta la procedura di diffida e le sanzioni” previste dalla legge. In luogo delle sanzioni previste, in caso d’inosservanza, l’Agcm “applica una sanzione di 100.000 euro per ogni esercizio di farmacia di cui la società sia titolare e che risulti eccedente rispetto al limite di cui al primo comma”.Il provvedimento prevede inoltre che gli sconti Rc auto legati alla scatola nera scattino subito alla stipula del contratto, anche senza che il dispositivo sia stato ancora montato a bordo. Basterà appunto aver stipulato un contratto che ne preveda l’installazione o che siano stati installati su proposta dell’impresa assicuratrice dispositivi analoghi.Un altro emendamento, prima firma Paola Binetti (Fi), prevede inoltre che slitti a marzo del 2021 la riforma dell’abilitazione alla professione di medico chirurgo. La proposta di modifica inserisce l’articolo ‘Semplificazioni in materia di esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgò, necessario “per consentire agli Atenei una migliore organizzazione degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo”. L’entrata in vigore della riforma, attualmente prevista per luglio di quest’anno, è rinviata “a decorrere dalla sessione di esame del mese di marzo 2021”, si legge nell’emendamento. Partirà regolarmente, invece, la nuova disciplina del tirocinio pratico-valutativo.

repubblica.it

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