Saliscendi / LaVerità

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di Cesare Lanza per LaVerità

Evo Morales

Il presidente della Bolivia meritala gratitudine italiana: ha espulso Cesare Battisti e ha consentito che l’ex terrorista sconti la condanna. Battisti aveva chiesto asilo politico alla Bolivia, senza ottenerlo. Era stato protetto dall’ex presidente brasiliano, Lula. Il nuovo presidente Bolsonaro aveva concesso l’estradizione, ma senza ergastolo perché in Brasile la pena non è prevista.

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Carla Bruni

Ieri sulla Verità Giorgio Gandola ha ricordato l’elenco di sostenitori di Cesare Battisti. Lo consideravano un povero cristo, perseguitato dalla giustizia. Gli intellettuali erano pronti a firmare manifesti. Colpisce la presenza di Carla Bruni, poco intellòeè molto mondana, propensa a intrupparsi tra i benpensanti, protetta dal matrimonio con il presidente francese. Che figuraccia!

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Patrick Cutrone

Qualcuno prima o poi capirà perché mai Rino Gattuso, allenatore del Milan, tenga in panchina Cutrone e lo schieri solo nel corso delle partite. Puntualmente Patrick entra e segna. È successo pure a Genova con la Sampdoria. Perché allora la riluttanza di Ringhio? Tutela di Gonzalo Higuain? Paura di osare? Domani la Supercoppa con la Juve, si capirà qualcosa di più.

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Carlo Calenda

Carlo Calenda non ha gradito che La Verità lo abbia preso in giro per la gaffe sul pensionato norvegese e l’euro. Su Twitter, ha scritto che ci è «sfuggita la metafora» e che siamo «il giornale di riferimento della Taverna». Con la maiuscola. In quella con la minuscola, non riuscirebbe nemmeno a organizzare una cena con i compagni del suo partito.

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Federico Chiesa

Il gioiello della Fiorentina ha portato i viola ai quarti di finale in Coppa Italia liquidando ilTorino in 5 minuti con due gol. Imprendibile! Ha vinto così la sfida indiretta con l’attaccante del! Toro, Andrea Belotti, in questa stagione deludente. Chiesa si conferma usi purosangue: figlio d’arte (di Enrico, ex ottimo attaccante), 21 anni, genovese, grande promessa per la Nazionale.

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Claudio Baglioni

C’è un aspetto poco chiaro ai sostenitori del cantante e presentatore del Festival di Sanremo, dopo il chiasso suscitato dal suo discorso sui migranti. La correttezza. Nessuno nega a Baglioni di pensare e dire ciò che vuole: in un libro, in un film, in un’intervista. È però scorretto, verso la Rai e il pubblico, utilizzare la tribuna del Festival per una «sparata» di contenuto politico.

 

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