Ultime sul calcio. Napoli, Ancelotti ci prova: per Insigne il ritorno sulla fascia

Share

Avanti, un po’ a fatica, con Milik e Fabian Ruiz. Comincia bene il 2019 per il Napoli e Ancelotti. Settimo gol nelle ultime sette partite, il rimbalzo del pallone respinto da Pegolo sul corpo del polacco, che adesso segna appena tocca il pallone, come i veri bomber, dopo due anni di angoscia. Nel finale di una partita a lungo grigia è arrivato il colpo di Fabian, il talentuoso centrocampista scovato dal Napoli a Siviglia, a segno finora soltanto lontano dal San Paolo. Qualificazione conquistata ai danni del Sassuolo, una serata di calcio non indimenticabile, ma contava assicurarsi il passaggio del turno.

Napoli ai quarti di Coppa, dove troverà il Milan (subito dopo la gara di campionato di sabato 26 al Meazza, chissà se ci sarà ancora Higuain), dopo una partita in cui è emersa una novità tattica: la posizione di Insigne. Dopo quattro mesi Ancelotti lo ha spostato dal centro alla fascia sinistra, là dove giocava nel tridente zemaniano e sarriano. È stata una mossa studiata, per evitare che ancora una volta Lorenzo venisse intrappolato dai centrali e per far sì che meglio potesse sfruttare i suoi colpi di genio. E infatti nel primo tempo è stato lui ad avviare l’azione del gol di Milik e nella ripresa dal suo piede, lato destro, è partito il servizio per il polacco, deviato da Fabian alle spalle di Pegolo. Ounas ha fatto il Lorenzo, si è piazzato al fianco di Arek: qualche fiammata, non ha inciso più di tanto. Questo cambio di posizione conferma che Ancelotti non rinuncerà mai ad Insigne, da lui considerato un intoccabile. Bisognerà vedere già da domenica prossima – riparte il campionato, gli azzurri ospitano la Lazio – come si regolerà il tecnico nella sistemazione dell’attacco, potendo contare sulla disponibilità di Mertens.

Una squadra sperimentale per il primo match di Coppa Italia, da considerare ancor di più un obiettivo stagionale dopo l’allungo della Juve fino a +9. In cui vi sono state ombre, come la prestazione di Hysaj, particolarmente in difficoltà nel primo tempo (è possibile che sulla flessione dell’esterno albanese pesino le scelte di Ancelotti, cioè che non sia più un intoccabile), e luci, come la prestazione di Koulibaly, che avrebbe meritato un abbraccio più caloroso al San Paolo, semivuoto per questo match di Coppa. Nei vuoti della difesa azzurra c’è stato sempre lui e l’unica occasione in cui il muro ha un po’ ceduto è stata quella in cui Locatelli aveva avviato con un tocco di braccio, colto dal Var, l’azione del pareggio del Sassuolo. Alle spalle di Kalidou, molto bene Ospina, che non si è depresso dopo la promozione di Meret. Convincente Fabian, al di là della rete, con gli inserimenti offensivi che ne fanno un’arma preziosa per la prima linea che sta sfruttando al massimo la felice vena di Milik, mentre ancora una volta sotto tono è stato Diawara: ma il paragone con Allan (schierato negli ultimi venti minuti) resta improponibile, anzitutto sotto il profilo del dinamismo. Da ottimo gestore di uomini, Ancelotti ha concesso qualche minuto anche al diciottenne “primavera” Gaetano.

Con il rientro di De Laurentiis, si apre una settimana di azione sul mercato. Perché c’è da chiarire la situazione di Allan – non ci sono intoccabili per il presidente di fronte ad offerte congrue e quella del Psg viene presa in considerazione – e c’è da chiudere una o più operazioni per il futuro, perché Ancelotti è orientato ad andare avanti con questo gruppo di giocatori, d’altra parte è difficile trovare a gennaio uomini in grado di far compiere un ulteriore salto di qualità.

Francesco De Luca, Il Mattino

Share
Share