Amazon punta a negozi e quartieri

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I progetti di Amazon per il 2019 fanno leva sul «brick and mortar», il negozio fisico dato per decotto solo qualche anno per l’avanzata del digitale e rimesso pesantemente al centro nelle strategie del colosso mondiale dell’e-commerce che ha acquistato nel 2017 la catena di alimentari Whole Foods Market per 13,7 miliardi di dollari (circa 12 miliardi di euro).

Per rilanciare le vendite nel perimetro dei negozi, i cui utili secondo il Wall Street Journal non sono ancora «all’altezza delle aspettative», ma anche per spingere la spesa online grazie alla nuova veste di Whole Foods come piattaforma di consegne Prime Now, il gruppo di Jeff Bezos punta sulla crescita dei negozi nelle periferie e nelle aree dell’America dove l’insegna non ha ancora le sue bandierine, dall’Idaho, allo Utah e il Wyoming, dall’Alaska, al Montana, al Nord e Sud Dakota. Poi via, alla conquista di Inghilterra ed Europa dove la spesa è sempre più di quartiere ma mancano, ad esclusione di Londra, modelli premium che guardino al web per conquistare il vicinato.

E in giorni di tonfi borsistici la notizia dell’espansione immobiliare ha fatto balzare il titolo dell’1,6% a inizio settimana.

Nelle aree interessate Whole Foods punta a superfici oltre i 10 mila metri, il doppio dei negozi attuali, dove lo spazio extra verrà utilizzato per gli ordini di consegna e il ritiro. Nel frattempo i servizi di Prime Now e il ritiro nei negozi sarà esteso alla maggior parte dei 475 store di Whole Foods negli Stati Uniti.

I clienti in 60 città d’America possono già ordinare la consegna tramite Prime, mentre 30 città offrono il ritiro entro 30 minuti presso i negozi.

Concentrandosi sui vantaggi legati a Prime, Amazon spera di attirare nuovi clienti e fornire molti incentivi per incoraggiare una spesa costante. Secondo un sondaggio di Gallup solo l’11% dei consumatori americani, infatti, tende ad acquistare generi alimentari online una o due volte al mese e sono soprattutto famiglie con figli e redditi più alti. Ma la percentuale scende sotto il 10% con l’abbassarsi del reddito.

A livello geografico, al di fuori degli Usa è il Canada il paese più servito, con 14 store, mentre i sette Whole Foods al di qua dell’Atlantico sono tutti a Londra.

Avere Amazon come gruppo di appartenenza ha d’altronde già dato i suoi frutti. L’e-tailer offre una gamma di prodotti attraverso il suo ecosistema online che nessun altro negozio di alimentari può eguagliare e si è mosso rapidamente per sfruttare il vantaggio. Metà dei clienti di Whole Foods vi si sono recati più spesso grazie alle promozioni Prime e nella catena si è registrato il numero record di tacchini mai venduti nella storia di Whole Foods per la ricorrenza del Giorno del Ringraziamento. Ci sono poi promozioni extra: per questa prima settimana di gennaio, per esempio, ogni cliente può ottenere il 25% di sconto su determinati prodotti (integratori alimentari, vitamine e probiotici) e agli iscritti a Prime è previsto uno sconto aggiuntivo del 10%.

Amazon è inoltre leader di mercato per la reputazione sulle consegne rapide e convenienti e quasi un quarto degli intervistati ha citato la società più spesso per la spesa online. Walmart, il più grande rivenditore della nazione, è arrivato al secondo posto nella ricerca di Tabs Analytics con il 15%, mentre Targe e altri supermercati hanno raggiunto il 9%.

Francesca Sottilaro, ItaliaOggi

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