Il boom del lavoro Usa traina Wall Street

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Apertura in netto rialzo per Wall Street, grazie alle evoluzioni positive sul fronte commerciale con la Cina e ai dati positivi emersi dal rapporto sul mercato del lavoro Usa a dicembre. Il Dow Jones guadagna l’1,5% e l’S&P 500 l’1,5%. Il Nasdaq Composite avanza dell’1,6%.

Gli investitori hanno ricevuto una dose di buone notizie sull’economia Usa dal rapporto sul mercato del lavoro a dicembre, numeri di cui il mercato aveva molto bisogno alla luce degli ultimi timori sul rallentamento della crescita americana. “Sono dati molto forti in tutti i settori”, commenta Evan Brown, head of macro asset allocation strategy di Ubs Asset Management, secondo cui i numeri “sono abbastanza buoni da attenuare le paure degli investitori” su un’imminente recessione negli Stati Uniti.

L’economia degli Stati Uniti ha creato 312mila posti di lavoro nei settori non agricoli a dicembre, stracciando il consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal che si aspettavano un incremento di 176mila unità. I nuovi posti di lavoro creati dal settore privato sono invece risultati pari a 301mila unità. Sempre a dicembre, il tasso di disoccupazione è salito al 3,9% (3,6% il consenso), principalmente per l’aumento del tasso di partecipazione, salito al 63,1% dal 62,9% di novembre.

Il dato sui nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli di novembre stato poi rivisto al rialzo da +155mila a +176mila unità, mentre quello di ottobre è stato corretto al rialzo da +237mila a +274mila. Infine, la retribuzione media oraria, attentamente monitorata dalla Fed in ottica inflazione, è salita dello 0,4% mese su mese a 27,48 dollari, al di sopra del consenso (+0,3%).

“Gli operatori si trovano in difficoltà a causa della divergenza tra la crescita economica statunitense, che procede a un ritmo piuttosto sostenuto, e valutazioni in ribasso” sull’azionario, afferma Edward Park, vice capo del settore investimenti di Brooks Macdonald. Per l’esperto “i mercati non rimarranno pessimisti per un anno intero se i dati macroeconomici saranno positivi”.

Intanto, da Pechino arrivano conferme sull’incontro di due giorni con i rappresentanti statunitensi per risolvere la disputa commerciale tra i due Paesi. I mercati sono stati ottimisti in apertura sia in Europa che in Asia, mentre il Nikkei, chiuso per festività nellle scorse sedute, ha perso il 2,3% come reazione tardiva alle perdite dei mercati globali di inizio settimana. Il ministero del Commercio cinese ha annunciato che una delegazione degli Stati Uniti, guidata dal vice rappresentante commerciale Jeffrey Gerrish, visiterà il Paese lunedì e martedì al fine di trovare un accordo sulla guerra dei dazi tra Usa e Cina.

Sul fronte valutario, il cambio euro-dollaro tratta a 1,1352, mentre sull’obbligazionario il Treasury a due anni ha un rendimento del 2,467%, mentre il decennale è al 2,635%.

Infine, va registrato che il presidente americano, Donald Trump, ha scritto una serie di tweet dando la colpa ai democratici per le recenti tensioni sui mercati finanziari e criticandoli per ipotizzare procedure di impeachment. In un primo cinguettio, il leader Usa ha detto: “Come ho detto molte volte, se i democratici prendono il controllo della Camera o del Senato, ci saranno tensioni sui mercati finanziari. Alle elezioni di metà mandato del 6 novembre scorso, noi abbiamo vinto il Senato, loro la Camera. Le cose si calmeranno. Loro vogliono solo l’impeachment perché sanno che non possono vincere le elezioni presidenziali del 2020”.

Poi, in un secondo tweet, l’inquilino della Casa Bianca ha rincarato la dose: “Come puoi mettere in stato d’accusa un presidente che ha vinto forse la più grande elezione di tutti i tempi, non ha fatto nulla di male (nessuna collusione con la Russia, sono stati i Dem a colludere), ha avuto i primi due anni da presidente di maggior successo ed è il repubblicano più popolare della storia con il 93%?”.

MilanoFinanza

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