Bari come Amsterdam, blitz nel quartiere a luci rosse: «150 euro al giorno e appuntamenti su Facebook»

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Bari come Amsterdam, con tanto di «quartiere a luci rosse»: un blitz questa mattina ha portato a 13 ordinanze di custodia cautelare nel capoluogo pugliese, due in carcere, 7 ai domiciliari di cui una non eseguita, e 4 obblighi di dimora. Undici appartamenti sono stati sequestrati sul lungomare sud della città nell’ambito di una indagine in cui si contestano i reati di affitto di immobili a scopo di esercizio di casa di prostituzione, tolleranza abituale e sfruttamento della prostituzione. Gli immobili – spiega la Procura di Bari – sono inseriti «in un vero e proprio ‘quartiere a luci rosse’, locati a donne extracomunitarie (soprattutto sudamericane) e di nazionalità rumena che per esercitare il meretricio, a fronte di canoni fittizi indicati nei contratti, corrispondevano ai proprietari/detentori somme giornaliere tra 100 e 150 euro». ​Le ordinanze sono state notificate a proprietari e gestori degli immobili sul lungomare Di Cagno Abbrescia e in via Alfredo Giovine, nei pressi degli stabilimenti balneari «Pane e Pomodoro», «Torre Quetta» e «Il Trullo».

APPUNTAMENTI SU FACEBOOK Le donne identificate mentre si prostituivano negli immobili sul lungomare sud della città nei sette mesi di indagini della Municipale di Bari sono 33, tutte trentenni. Nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari e denominata «Waterfront», nella quale sono indagate 18 persone, 13 delle quali raggiunte oggi da misure cautelari personali eseguite in diverse città d’Italia e altre 5 indagate in stato di libertà, si è appreso che le donne, minacciate dai proprietari delle case in caso di ritardo nei pagamenti pattuiti per l’affitto delle case, dai 100 ai 150 euro al giorno, prendevano appuntamento con i loro clienti (documentate visite anche di uomini in giacca e cravatta) prevalentemente sui social network, attraverso i loro profili Facebook.

Alcuni degli odierni indagati hanno condanne già passate in giudicato per reati simili e quelle stesse case in passato erano state nuovamente sequestrate perché luoghi di prostituzione. In alcuni casi sugli immobili gravano provvedimenti di demolizione anche per abusi edilizi. Tre delle vittime hanno collaborato con gli investigatori, fornendo dettagli delle presunte attività illecite dei loro sfruttatori. Durante le perquisizioni sono stati trovati circa 11mila euro in contanti oltre a quaderni con appunti e agende di appuntamenti, cellulari e sim che sono stati sequestrati e sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

GLI ARRESTATI Le indagini della Polizia Municipale di Bari, coordinate dal pm Chiara Giordano, si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti, assunzione di informazioni dai clienti e dalle persone offese nell’ambito di un incidente probatorio. Sono stati anche acquisiti un video e un file audio «che documentano – spiega la Procura di Bari in una nota – le illecite pretese subite da alcune vittime».

Le misure cautelari sono state eseguite per i reati di locazione di casa di prostituzione e sfruttamento del meretricio nei confronti dei proprietari (in carcere i coniugi Maria Corallo e Giuseppe Caffaro, agli arresti domiciliari Maria Abbrescia, obbligo di dimora per Giulia Lorusso, Angela Borgia e Anna Lorusso), dei gestori di fatto degli immobili (arresti domiciliari per Nunzia Settembrini, Nicola Carrassi, Maria Casamassima e il compagno Antonio Perchinella), del senegalese Mouhamadou Samb (ai domiciliari) e di Francesco De Carolis (obbligo di dimora). Questi ultimi due «a titolo oneroso – spiega il pm – garantivano protezione e assistenza alle donne che negli immobili esercitavano la prostituzione».

Il provvedimento non è stato ancora eseguito nei confronti di una donna brasiliana accusata di aver favorito e sfruttato la prostituzione con funzioni di interposizione agevolativa. Nel corso dell’indagine sono state eseguite anche perquisizioni che hanno consentito di sequestrare somme di denaro e libretti di deposito con ingenti importi, nella disponibilità di proprietari e gestori.

DECARO: NON CEDIAMO A ILLEGALITÀ «Le attività condotte dal Corpo municipale dimostrano che non abbiamo intenzione di cedere ad alcuna forma di illegalità e di degrado sociale, soprattutto quando si manifesta a danno di donne sottoposte a violenze e sfruttamento di ogni genere». Lo dichiara il sindaco di Bari, Antonio Decaro, con riferimento all’operazione della Polizia Municipale, coordinata dalla Procura di Bari, che ha portato oggi alla esecuzione di 13 misure cautelari in un’indagine in cui si contestano i reati di affitto di immobili a scopo di esercizio di casa di prostituzione, tolleranza abituale e sfruttamento della prostituzione.

«Attraverso la costanza di chi quotidianamente è impegnato nel contrasto alla criminalità, – ha detto Decaro – sono stati sequestrati 11 locali e consegnate alla giustizia 13 persone, tra Bari, Bitetto, Palo del Colle, Roma e Aosta, che da tempo ricattavano e sfruttavano donne, anche giovanissime, finite nella rete della prostituzione». «Desidero ringraziare la magistratura e la Polizia locale – ha detto ancora il sindaco – che, con il prezioso lavoro portato avanti in questi ultimi mesi, hanno consentito di chiudere un’operazione molto importante. Attraverso questa indagine, è stata infatti scoperta un’organizzazione criminale che aveva messo in piedi un vero e proprio quartiere a luci rosse lungo la costa sud della città».

Il Mattino

 

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