Pensioni, Durigon: “Task force all’Inps per affrontare il caos di quota 100”

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Il sottosegretario al Lavoro sui testi in ritardo: “Proroga retroattiva per Ape Social e opzione donna. Bloccheremo l’adeguamento dell’età”. Di Maio sul reddito di cittadinanza: “Sarà per soli italiani”

Reddito di cittadinanza e pensioni continuano ad agitare il governo. In assenza dei decreti ufficiali che disciplinino le misure fondamentali del programma pentastellato, sono le dichiarazioni a dettare l’agenda della politica. Sul fronte previdenziale, è il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, a gettare acqua sul fuoco e tranquillizzare: Ape Social e opzione – formalmente scadute con il nuovo anno – verranno prorograte con data retroattiva; l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita – anch’esso scattato col cambio di calendario – sarà stoppato. Sul reddito, invece, è il vice premier Luigi Di Maio a rintuzzare le polemiche sull’estensione o meno agli stranieri lungo-soggiornanti: “Sarà per soli italiani”.

Il fronte previdenziale
Durigon ha assicurato all’Agi che il decreto legge che conterrà “quota 100, pensioni di cittadinanza e reddito di cittadinanza” sarà approvato “la prossima settimana” e prevederà l’entrata in vigore “con data retroattiva dal primo gennaio dell’Ape social e di opzione donna”. Ha aggiunto che verrà anche “tolto l’adeguamento dell’età all’aspettativa di vita: blocchiamo l’aspettativa di vita a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne”. Nel comparto del pubblico impiego, ha specificato ancora, il decreto stabilirà che la prime decorrenza per andare in pensione con quota 100 sarà fissata al mese di luglio.

Se anche questo impianto dovesse esser rispettato, i problemi di natura applicativa non mancheranno. Lo stesso Durigon ha parlato del rischio di una “prima fase caotica” ma “l’Inps sarà pronta a dare le necessarie risposte” ai cittadini. “Stiamo mettendo in piedi una task force per far fronte alle richieste”. Quanto poi alle critiche avanzate dalla Cgil, secondo cui si è di fronte solo ad una “misura previdenziale temporanea”, Durigon ha replicato: “Con il decreto diamo la possibilità a 350 mila persone di andare in pensione quest’anno e a 800 mila nel triennio: dai sindacati mi aspetto una posizione ben diversa. Diamo una prima picconata alla legge Fornero ma la Cgil sa per certo che cancellarla totalmente avrebbe avuto un costo troppo elevato. Con i governi precedenti i sindacati hanno fatto l’accordo per l’Ape social che costa 1,8 miliardi; noi mettiamo sul piatto 21 miliardi”.

Il reddito e gli stranieri
Sul tema sensibile, in particolare per l’alleato leghista, è tornato invece il vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, da Alleghe. “La pensione minima a 780 euro come le pensioni di invalidità a 780 euro partiranno tra febbraio e marzo e dopo questi giorni che trascorrerò qui, torneremo a Roma e faremo il decreto che istituirà anche quota 100 e il sistema del reddito di cittadinanza per gli italiani”, ha detto dalla provincia bellunese. Poi, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’estensione del reddito di cittadinanza anche agli stranieri, ha “smentito” tale ipotesi spiegando – nonostante i dubbi giuridici – che “la legge, come abbiamo sempre detto, riguarda il reddito di cittadinanza per tutti coloro che sono cittadini italiani”.

Repubblica

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