Tempo di ritorni, ma non sono pronto

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(di Tiziano Rapanà) È tempo di grandi ritorni, ma io mi tiro indietro. I miei amici non ci sentono e vorrebbero che tornassi a scrivere di tv. “Vogliamo la tua opinione su Lerner”, mi chiede lo smilzo al bar. Siamo in tre, seduti a bere un caffé e non so bene come si sia finiti  sulla mia non volontà a riprendere ad occuparmi di critica televisiva. Sono di cattivo umore, perché mi hanno quasi imposto ad andare a questo bar, che non frequento mai: è caro ed il servizio è pessimo.  E adesso insistono pure sul perché non voglia più scrivere articoli sulla tv. “…Ma è momentaneo, la stagione è finita”, mi giustifico di malavoglia, “Non saprei di cosa scrivere”.
“Lerner!” sempre lo smilzo, “Avrai visto L’Approdo su Rai3″.
“Ieri, su RaiPlay… ma dobbiamo parlare di Lerner?”. Ma perché vogliono parlare di tv? Siamo qui da mezz’ora e non hanno toccato l’argomento che prediligo. Io non vedo l’ora di ascoltare maldicenze e pettegolezzi sui vecchi amici divenuti ex, perché la vita cambia fino al punto che se li incontri per strada nemmeno li saluti. Con tutto il rispetto per Gad Lerner, ma io voglio che si parli male di Tizio, Caio e Sempronio (non faccio i nomi, perché non posso). Voglio conoscere i retroscena più impensabili, ma preferiscono che gli parli dell’Approdo, andato in onda lunedì in seconda serata. Li accontento: “L’ho visto e non mi è dispiaciuto”, taglio corto, “è un programma fatto da professori per professori. Colto, intelligente e fazioso, ha il difetto di essere troppo lento ma non è male. E voi?…”
“Io non l’ho visto”, sempre lo smilzo – chiaramente si è preso il centro della scena -.
“Nemmeno io”, aggiunge il rosso. Scusate se non faccio nomi e cognomi, ma non è il caso. Non leggerete nulla di sconveniente nelle nostre parole, ma perché citarli? Perché fare pubblicità gratuita? Apparentemente sono brave persone, ma io so che sono due carogne. Non ringraziano mica se gli faccio un favore e non sono tipi da offrire un caffé (offro quasi sempre io). Vi basta sapere che uno è smilzo e l’altro ha i capelli rossi. Non mi dite che desideriate un identikit completo, con tanto di descrizione di mani, braccia, capelli… queste descrizioni mi annoiano come lettore, figuriamoci come autore. Eppoi lo avete visto, no? Sono carogne, mi chiedono di Lerner e nemmeno l’hanno guardato. Dite che è lecito? Effettivamente lo è, ma comunque mi secca parlare con loro di tv,  perché a dirla tutto vorrei non parlare più con loro. Avrei dovuto declinare il loro invito, non li sopporto più.
“Ma scusate, mi chiedete di un programma che non avete visto”, lo so è fuori luogo, dato che la loro è stata una richiesta legittima e in più, bonta loro, mi vedono come un esperto di tv. Ma ormai sono sempre più scocciato.
“Sei un critico tv, volevamo il tuo parere”, fa lo smilzo – l’altro, a quanto sembra, preferisce fare scena muta -.
“Fai come ti pare, questo è tempo di ritorni ed io mi tiro indietro”. Mi guardano stupiti, cercano spiegazioni. Hanno ragione, non posso fare il tipo misterioso: “Vedete, questo è tempo di grandi ritorni. Gad Lerner è tornato su Rai3, Fiorello tornerà in Rai, Conte e Sarri tornano ad allenare in Italia, il nuovo numero di Alan Ford ha visto il ritorno di Superciuck”, sono sempre pù sbalorditi ma io continuo imperterrito, “questo è un tempo fatto di grandi ritorni, ma io non me la sento di affrontarli. Preferisco stare nel mio ghetto intellettuale a contemplare Platone, Martin Mystère…”
“Ma Tiziano, sei insopportabile”, ancora lo smilzo – l’altro fa quasi scena muta -, “tu metti tutti sullo stesso piano, Topolino, Socrate, Gesù Cristo. E diamine, un po’ di rigore. E poi chi è Superciuck?”
“Forse non ricordate il fumetto Alan Ford del geniale Max Bunker, è uscito il seicentesimo episodio che vede il ritorno di Superciuk il cattivo con la fiatella, ma se non conoscete il fumetto che ve lo dico a fare… il numero seicento, in edizione speciale, con Superciuck antagonista ma io non l’ho comprato. Capite? Mi sono tirato indietro pure in questo caso”.
E rieccolo quello sguardo a me noto, quello smorfia di sbigottimento, quella percezione che stiano pensando che tu sia scemo. Forse lo sono, ma questi amici lo sono più di me. Si cambia argomento, come è ovvio, e si riparla di fesserie, di Mark Caltagirone (avete presente la storia del matrimonio saltato di Pamela Prati?), un po’ di politica e qualche immagine di vita quotidiana, sempre desolata e anonima, come questo momento in compagnia di due figuri.

tiziano.rp@gmail.com