In chiesa il prete insulta chi vota la Lega: “Sono cristiani insigificanti”

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L’ennesimo attacco a Matteo Salvini arriva, proprio sotto le festività del Natale, dal pulpito di una chiesa. E ad affondare il colpo è proprio il prete che, anziché parlare ai fedeli, preferisce fare politica e pungolare il governo per il bugno duro adottato per combattere l’immigrazione clandestina. “Chi non accoglie e vota quel partito che chiude i porti anche la vigilia di Natale (Lega, ndr) è un cristiano insignificante”. Con queste violente parole, pronunciate nella parrocchia di Campagnola, don Enrico d’Ambrosio ha attaccato Salvini. Non è il primo a farlo. A Natale, durante la Santa Messa, l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, ha apertamente condannato il governo gialloverde per aver adottato politiche per combattere l’immigrazione clandestina in Italia. “A Betlemme – aveva tuonato durante l’omelia – per Maria e Giuseppe, se non ci fu posto nell’alloggio, non mancò almeno l’accoglienza in una stalla”. Ieri invece, don Armando Zappolini, il parroco di Perignano (Pisa) che aveva sfidato Salvini facendo il presepe nella spazzatura, aveva ulteriormento gettato benzina sul fuoco andando a dire ai microfoni di Repubblica Tv che non stimava affatto il leader della Lega.

Tutto l’Avvento è stato segnato da invettive e insulti da parte di religiosi che volevano esternare la propria antipatia nei confronti di Salvini. Alcuni lo hanno fatto con assurdi presepi sui gommoni o in mezzo al pattuno, altri lo hanno fatto gettando anatemi durante le omelie delle Messe. Da ultimo ci si è messo anche don Enrico d’Ambrosio che ha lanciato un chiaro messaggio ancor prima dell’omelia deponendo nella culla del presepe un neonato “Gesù Bambino” di colore. “Siamo diventati dei cristiani insignificanti – ha detto il religioso – sono cristiani insignificanti anche quelle persone che votano quel partito che chiude i porti anche il 24 dicembre, la vigilia di Natale”. Il riferimento è, ovviamente, a Salvini che domenica 23 dicembre ha ribadito il “no” allo sbarco di 33 immigrati clandestini recuperati al largo della Libia dalla Ong olandese Sea Watch 3. “Chi non accoglie e vota quel partito che chiude i porti anche la vigilia di Natale (Lega, ndr) – ha detto il prete di Campagnola – è un cristiano insignificante”. Un’invettiva tantio violenta (e così poco cristiana) che ha immediatamente infiammato le polemiche sui social network e spinto i supperter leghisti a schierarsi al fianco di Salvini.

Sergio Rame, Il Giornale

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