Lavoro, professionisti scontenti: uno su due sogna di volare all’estero

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Che i nuovi professionisti italiani siano scontenti è dir poco. Vorrebbero cambiare e se potessero, volerebbero all’estero sia per guadagnare di più che per togliersi da un lavoro che come pensa la maggioranza, tra vent’anni probabilmente non esisterà più. Solo che non tutti hanno le competenze per “scappare”. Perché la laurea, di questo è convinto l’89% dei professionisti, non basta più per assicurarsi una buona carriera. Certo il titolo è un buon punto di partenza, ma poi ci vuole altro, un aggiornamento professionale continuo, che non tutte le imprese offrono. E quando lo fanno spesso si affidano a tutor in video, che agli italiani proprio non piace. E’ quanto emerge da una nuova ricerca condotta da Linkedin (piattaforma online che mette in collegamento i professionisti) e che misura la percezione degli italiani in relazione al futuro del proprio lavoro, alle competenze necessarie per avere successo oggi e, punto dolente, alle differenze di stipendio tra se stessi e i loro genitori. Confronto quest’ultimo che oggi è perdente. La ricerca è stata effettuata dalla società Mortar su un campione di circa 10mila persone nell’area Emea (solo mille in Italia), divise per fasce d’età e sesso. E sembra essere la generazione dei cosiddetti Millennial (24-38 anni) a essere la più scontenta.

Il futuro. Solo il 54% degli Italiani, pensa che il proprio lavoro esisterà ancora tra 20 anni, mentre il 29% crede che il proprio profilo professionale rimarrà solo in parte simile a quello attuale. Prevedibilmente, questa sensazione aumenta tra i più giovani della generazione Z (18 – 23 anni, con il 65%), già oggi impegnati in occupazioni inesistenti fino a qualche anno fa, mentre decresce tra i più adulti (39 – 53 con il 52% circa).

I Settori. Cambiano rispetto al passato i settori dove oggi, secondo gli intervistati, è più facile fare carriera e guadagnare di più. Il più ambito è quello della tecnologia, seguito dal finance (18%), dalle professioni legali (14%) e dalla sanità (10%). E ancora un professionista su due (circa il 55%) pensa che andare all’estero sia il miglior modo per ottenere un salario più elevato. Tra questi in particolare le donne (56% rispetto al 53% di uomini), credono di più nelle possibilità offerte al di fuori dei confini.

Stipendi bassi. Per il 37% dei professionisti italiani lo stipendio più adeguato per uno stile di vita accettabile oscilla tra 30 e i 49 mila euro l’anno. Sotto questo profilo, il 47% degli italiani sostiene di guadagnare già più dei genitori, anche se andando a guardare la differenza tra uomini e donne, le professioniste in rosa sono quelle che nella maggior parte dei casi (44%) percepiscono uno stipendio minore dei propri genitori, e quando si chiede loro a quale età riusciranno a guadagnare più di questi ultimi, stupisce notare come più di una su cinque (22%) creda che non avrà mai l’opportunità di farlo. E ben il 36% dei professionisti italiani, ha dichiarato di guadagnare meno e addirittura il 14% conferma di avere bisogno di un aiuto economico da parte della famiglia. “La fotografia che emerge da questa analisi – spiega Marcello Albergoni, head of Italy di Linkedin – offre uno spaccato italiano importante su cui riflettere – il fatto che le nuove generazioni non riescano a essere completamente autonome in termini economici e non siano pienamente soddisfatte in termini lavorativi, infatti, è un campanello d’allerta da non sottovalutare”.

Barbara Ardù, Repubblica.it

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