Spread stabile dopo il vertice sulla Manovra. Borse prudenti in attesa della Fed

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I listini in cauto rialzo dopo lo scivolone di Wall Street di venerdì scorso, che ha portato il Dow Jones a correggere oltre 10 punti percentuali dal record del 3 ottobre. Tokyo ha guadagnato lo 0,6%

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi a dieci anni è stabile a 267 punti base all’indomani del vertice di maggioranza che ha confermato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il mandato di chiudere con l’Europa un accordo sulla Manovra di bilancio che rappresenti una retromarcia rispetto al documento in discussione al Parlamento e permetta così di evitare la procedura d’infrazione di Bruxelles. L’esecutivo è ora al lavoro per tradurre in emendamenti le modifiche che dovranno dare copertura alla discesa del deficit dal 2,4 al 2% circa del Pil, intanto il rendimento dei Buoni del Tesoro decennali scende al 2,93 per cento.

I listini azionari trattano con cauto ottimismo dopo una settimana all’insegna della volatilità. I mercati europei aprono comunque prudenti: Milano segna un ribasso dello 0,3%. Deboli anche le altre: Parigi scende dello 0,25%, Londra lima lo 0,1% e Francoforte lo 0,2%.
Questa mattina, in Asia, la Borsa di Tokyo ha terminato in crescita dello 0,62%: l’attenzione degli investitori è tutta rivolta alle riunioni delle Banche centrali, Fed e BoJ in testa, previste per la settimana. Dalla sponda Usa, si attende il quarto rialzo dei tassi per quest’anno ma soprattutto qualche indicazione sul percorso per il 2019 (l’agenda dei mercati). Come annota l’agenzia Bloomberg, è questo l’ultimo grande evento programmato per l’anno, che per le azioni globali si appresta ad andare in archivio come il peggiore dal 2011 con una limatura intorno ai 9 punti percentuali delle valutazioni, complici le preoccupazioni riguardanti l’outlook sull’economia. In ordine sparso gli altri listini dell’area asiatica: Shanghai ha guadagnato lo 0,16% ma Shezhen ha perso lo 0,3%. In lieve rialzo Hong Kong, che sale dello 0,16%. Oltre che a monitorare come sempre le dinamiche dei rapporti commerciali fra Usa e Cina, dal fronte macroeconomico di giornata sono attesi i dati sulla bilancia commerciale italiana di ottobre e sul mercato immobiliare statunitense.
Proprio a Wall Street, i future sono leggermenti positivi dopo il tracollo della chiusura di venerdì, quando il Dow Jones ha perso il 2% per i timori di rallentamento economico globale. L’indice delle blue chip americane – le maggiori azioni a stelle e strisce – ha portato il calo dal picco del 3 ottobre scorso oltre i 10 punti percentuali. Soltanto da inizio dicembre, il passivo – complici le performance negative dei pezzi da novanta del tech, come Apple – supera il 5 per cento.

L’euro è in lieve rialzo alle prime battute sui mercati a 1,1315 dollari da quota 1,1300 di venerdì dopo la chiusura di Wall Street. Contro lo yen la moneta unica scende a 128,33.

Prezzi del petrolio stabili sui mercati asiatici, con il barile di light sweet crude Wti, con consegna a gennaio, è salito di sei cent a 51,26 dollari. Il barile di Brent con consegna a febbraio è calato di nove centesimi a 60,19 dollari. Calano invece le quotazioni dell’oro: il lingotto con consegna immediata perde lo 0,4% e passa di mano a 1.238 dollari l’oncia.

Raffaele Ricciardi, Repubblica

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