La magia di Babbo Natale? Si smette di crederci a otto anni

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La magia del Natale rimane, ma capita a tutti crescendo di scoprire che Babbo Natale non esiste, complici i genitori un po’ distratti, le ‘prove’ disseminate in alcuni angoli della casa non proprio inaccessibili, il riconoscimento di alcune persone che interpretano Santa Claus, il fatto che la sua scrittura assomigli a quella di mamma o papà o semplicemente il ragionamento su alcune cose. In media, secondo un sondaggio dell’Università di Exeter nel Regno Unito, condotto dal professor Chris Boyle, psicologo, è a circa otto anni che i bambini arrivano a questa consapevolezza, smettendo di credere all’uomo dal caratteristico vestito rosso che con una slitta trainata dalle renne arriva a consegnare i regali.

Il sondaggio, denominato ‘Santa survey’, il primo accademico internazionale sul tema, ha coinvolto 1200 persone provenienti da diversi Paesi, prevalentemente adulti che riflettevano sulle loro memorie da bimbi. Un terzo degli intervistati ha evidenziato di essere rimasto molto turbato quando ha scoperto che Babbo Natale non era reale, mentre il 15% si è sentito tradito dai genitori e il dieci per cento era arrabbiato. Per molti questo passaggio ha minato la fiducia negli adulti. Il 65% delle persone ha giocato con il mito di Babbo Natale, nell’infanzia, anche se sapeva che non era vero. E il 34% desiderava credere ancora nella sua esistenza. Ma come affrontano il dilemma delle domande dei bambini i genitori? Sostanzialmente si barcamenano.

Un totale del 31% ha dichiarato infatti di aver negato che Babbo Natale non sia vero quando gli è stato chiesto direttamente dal figlio, mentre il 40% non lo ha negato di fronte a una domanda specifica. Lo studio sta andando avanti, nel 2019 verranno rilasciati nuovi risultati, ma nel frattempo a mamma e papà può tornare utile sapere anche che, sempre secondo il sondaggio, la minaccia di essere nella lista dei cattivi non funziona con molti bambini.

ANSA

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